La capacità degli esseri viventi di scambiarsi vicendevolmente elementi e sostanze dà vita ad un ciclo ecologico che si svolgerà fino a quando l’energia del sole sarà disponibile, a condizione che non subentrino fattori di disturbo di intensità superiore alle capacità omeostatiche degli ecosistemi. Di recente, nella storia della vita sulla Terra, l’uomo è intervenuto modificando i cicli naturali della materia, manipolando artificialmente gli elementi chimici e disperdendo nell’ambiente sostanze sintetiche estranee alla vita ("xenobiotiche").

Insomma cadono come birilli record climatici che resistevano da secoli. Ma cosa sta succedendo al clima del pianeta? Ebbene tutti puntano il dito accusatore verso il Niño, l'anomalo surriscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale - un'area grande quanto i 17% di quella del pianeta - è l'unica anomalia climatica in grado di mettere a soqquadro il clima dell'intero emisfero Nord.

Nel Padiglione Italia di Expo un'area è dedicata alle persone più rappresentative delle vari regioni italiane, che si sono distinte in vari campi dell’industria e dell’artigianato. Tra loro vi sono otto donne, si chiamano Francesca Petrini, Pina Amarelli, Carmelina Colantuono, Daniela Ducato, Lucia Iannotta, Carla La Placa, Susanna Moccia, Petrova Radoslava e sono le eccellenze femminile di Expo.

Il bel tempo sull’Italia purtroppo durerà poco perché sono in agguato nuove perturbazioni provenienti da Ovest. Fino a martedì potremmo assaporare il tepore del Sole ottobrino, ma da mercoledì la musica cambia. Accenni di un cambiamento del tempo tuttavia si avvertiranno anche a partire da martedì dove il nuovo fronte perturbato inizierà ad interessare con piogge diffuse la Sardegna, la Liguria, parte del Piemonte e la Lombardia. Da mercoledì maltempo quasi ovunque e nuovamente minacce di nubifragi al Sud e in particolare tra la Basilicata, la Puglia e nuovamente la Calabria.

Probabilmente osservando un’okapi (Okapia johnstoni) la prima cosa che salta all’occhio sono le strisce bianco-nere sulle zampe anteriori e posteriori. Proprio tale caratteristica indusse in errore i primi esploratori/studiosi europei, che credettero questo animale una sorta di incrocio tra una zebra e una giraffa (quello che sarebbe potuto essere l’anello di congiunzione tra equidi e giraffidi).

Nell’applicazione delle nuove tecniche di coltivazione agricola, a partire dagli anni '50, non si è tenuto conto di quali sarebbero state le gravi conseguenze che un uso irrazionale ed indiscriminato delle stesse tecniche poteva produrre in quel meraviglioso organismo che è il terreno agrario e negli esseri che vivono e si nutrono dei suoi prodotti.