I venti del deserto portano ancora oggi con sé "nuvole" di milioni di insaziabili locuste che distruggono ettari di raccolto in poco tempo; all’arrivo degli ortotteri, le coltivazioni subiscono violente devastazioni capaci di portare alla fame interi villaggi e comunità umane in tutto il mondo, dalla Penisola Arabica all’India, dalla Bolivia all’Argentina, dal Madagascar alla Russia.

L’acqua è praticamente la componente principale di molti alimenti nonché dell’ambiente e del corpo umano. Se si riflette sul fatto che essa non fornisce calorie quando assunta, si capisce come la sua funzione vitale sia legata alla necessità intrinseca da parte della cellula, espressione universale della vita. In assenza di acqua la vita è inibita.

Tempo non ne abbiamo più. Da una parte i cambiamenti climatici, dall’altra l’avvelenamento dell’intero pianeta. Se 150 anni fa avessero domandato a una persona colta e ben informata quali danni il genere umano avrebbe potuto causare a se stesso e a tutto il sistema biologico del pianeta, questi non sarebbe riuscito, con tutto il pessimismo possibile, a immaginare la realtà di oggi. Solo qualche profezia, forse, ha anticipato l’attuale stato delle cose.

Continua la mattanza dei cetacei sull’arcipelago delle Isole Faroe, protettorato Danese. Un piccolo stato semi-indipendente tra il Nord dell’Oceano Atlantico e il Mare di Norvegia. Anche quest’anno si è consumata una strage di esseri sensienti ( balene e delfini ) nelle acque dell'arcipelago delle Isole Faroe. Le foto scattate pochi giorni fa testimoniano le barbarie.