Quattro anni fa AK presentò all’allora Ministro dell’Agricoltura un progetto che prevedeva di intervenire nella questione della diminuzioni delle api nel mondo. Il progetto fu ufficialmente presentato, e lo stesso ministro espresse molto interesse, ma poi non si fece più nulla…

I progetti in realtà erano tre, due dei quali riportati sul nostro dossier “ La sesta estinzione di massa” del 28 agosto 2018 (questo documento si può richiedere a: ak@accademiakronos.it). Per motivi di spazio in questo articolo ci limiteremo a presentare quello di sensibilizzazione del mondo agricolo, nel senso di destinare, nei terreni degli agricoltori aderenti al progetto, uno spazio da 100 a 300 mq esclusivamente agli insetti pronubi, tra cui, ovviamente la api. In questo spazio, grazie alla collaborazione della facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia e alla collaborazione dell’UCI, si sarebbero piantati fiori e arbusti “apprezzati” dagli insetti impollinatori. Un’area definita “Oasi della Vita” e contrassegnata da cartelli realizzati da noi di AK. Oltre a ciò il Ministero dell’Agricoltura ed anche gli Assessorati agricoltura delle regioni avrebbero riconosciuto a questi agricoltori un qualche “benefit”. Ovviamente l’area destinata alle api non doveva subire alcun trattamento chimico, e non solo, anche i campi confinanti avrebbero dovuto limitare l’uso di fitofarmaci. Sembrava un cosa fatta, ma poi sono prevalsi nell’ambito del Governo di allora altre questioni e questa, di estrema importanza per il nostro futuro, venne accantonata. Comunque noi di AK non demordiamo e continuiamo ad andare avanti… prima o poi ci ascolteranno.

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Eravamo un po’ invidiosi noi italiani e francesi e ci chiedevamo: "perché l’oceano Pacifico e quello Atlantico hanno le isole di plastica e noi no?" Presto detto, ora anche noi abbiamo un’isola di plastica tra la Corsica e l’isola d’Elba. Non solo, ma noi siamo stati più bravi degli altri, si perché la nostra isola di plastica si trova dentro un’area marina protetta, il santuario dei cetacei!

Fino ad un trentennio fa il fine primavera, come in questi giorni, aveva il sapore dell’arrivo dell’estate, con qualche leggera puntatina di caldo, anche gradevole, che soprattutto al sud si avvicinava ai +30° e difficilmente li superava. La notte si dormiva ancora con una leggera copertina, mentre con il piumone ancora al nord. Poi arrivava qualche tranquillo temporale a riportare le temperature intoro ai 24/26° C.

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