Acqua direttamente dall’aria

Acqua direttamente dall’aria

a cura del Prof. Luigi Campanella

La scarsità d’acqua è una delle principali emergenze del pianeta. Secondo la FAO – l’Organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura – nell’arco di dieci anni 1,8 miliardi di persone vivranno in zone dove manca l’oro blu e nel 2050 la situazione si farà ancora più preoccupante, con il 60% della popolazione mondiale in condizioni di stress idrico.

Tra le soluzioni più innovative per affrontare il problema c’è quella proposta da Seas, startup svizzera fondata nel 2014 che ha trovato un modo per recuperare la preziosa risorsa dall’aria. Il sistema, battezzato Awa Modula (Air to water to air)), è capace di catturare le goccioline presenti nell’atmosfera e trasformarle affinché possano finire in bottiglia o essere utilizzate in agricoltura e nell’industria.

“Il macchinario è anche in grado di sfruttare l’energia impiegata nel processo per generare gratuitamente aria fresca e calda, azzerando i costi”,ha spiegato Rinaldo Bravo, direttore generale dell’azienda del Canton Ticino durante la presentazione del progetto a Expo 2015. Ma i vantaggi oggi non si fermano qui: “Questo tipo di tecnologia non rilascia impurità nell’ecosistema locale, offrendo una fonte illimitata e inesauribile di acqua”, ha sottolineato Anna Magrini, professoressa dell’Università di Pavia che ha collaborato alla sua realizzazione. Awa Modula, che riesce a produrre da 2.500 a diecimila litri al giorno, è già stato testato da alcune organizzazioni no profit, tra cui la onlus Unakids, impegnata a migliorare le condizioni di vita dei minori nelle regioni del mondo sconvolte dalle guerre.

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