Allarme cambiamenti climatici: in america meridionale si è passati in pochi giorni dal gelo ai più 40°

Allarme cambiamenti climatici: in america meridionale si è passati in pochi giorni dal gelo ai più 40°

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di Daniele Ingemi

Anche in questi giorni il sud-America si è riconfermato la patria del meteo estremo. Dopo la recentissima ondata di freddo che ha portato gelo e neve fino agli stati meridionali del Brasile, con particolare riferimento per i rilievi del Rio Grande do Sul che hanno ricevuto accumuli di oltre 10 cm di neve fresca, il caldo ha di nuovo preso il sopravento nelle vaste distese continentali, fra Brasile centro-meridionale, bassopiano boliviano e l’intera pampa argentina, dove fino a qualche giorno addietro si registravano intense gelate, sui -5°C -6°C. Il ritorno in grande forma del robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale sul vicino Atlantico meridionale, capace di richiamare masse d’aria calde, d’estrazione tropicale continentale, dall’arida regione del Chaco e dagli altopiani centrali del Brasile centro-meridionale, ha rapidamente ribaltato la situazione, favorendo cosi l’ingresso di aria sempre più calda, a tutte le quote (con tanto di “avvezione di spessore”), che ha scacciato verso l’Atlantico meridionale il blocco di aria gelida, di tipo polare marittima, che si era imposto due settimane fa su gran parte dell’America meridionale, fra l’Argentina centrale ed il Brasile meridionale.

Mentre l’aria fredda si spostava in pieno oceano, portandosi fino all’isola di Sant’Elena, l’entrata dell’aria più calda dai quadranti settentrionali, proveniente dalle distese aride della regione del Chaco, è stato accompagnata anche da un rapido aumento termico, con temperature che di colpo si sono impennate ben oltre il muro dei +28°C +30°C all’ombra, dopo le intense gelate notturne d’inizio settimana. Un vero e proprio shock termico si è registrato in diverse località della Pampa argentina centrale e sulle stesse aree costiere, sull’Atlantico meridionale, che fino a qualche giorno fa erano rimaste ammantate di bianco dalla neve. In alcune città e località della Pampa centrale argentina la colonnina di mercurio è riuscita a varcare picchi di ben +32°C +34°C all’ombra, con uno sbalzo termico superiore ai +20°C +25°C nel giro di poche ore. Su tutti stupisce il dato di Santa Rosa, nell’Argentina centrale, nel cuore della Pampa, che ha archiviato una temperatura massima di ben +34°C all’ombra. Ma fa ancora più impressione la temperatura massima raggiunta dalla città di Bahia Bianca, sulla costa centrale argentina, salita a ben +32.6°C. Questo dato è davvero sorprendente per il periodo a cavallo tra Agosto e settembre, specie se si tiene presente che l’ultima settimana di agosto la stessa aveva battuto il record di freddo, con una minima di -7.9°C. Dal gelo intenso al caldo pienamente estivo in un paio di giorni. Una prestazione invidiabile persino per gli stati centrali degli USA, abituati a questi repentini quanti bruschi sbalzi termici, dal freddo al super caldo in meno di 24 ore. Pensare, il tutto in pochi giorni su una serie lunga oltre un secolo di rilevazioni. Ma nei prossimi giorni il caldo andrà ulteriormente ad intensificarsi, specie fra il bassopiano boliviano, il Paraguay e l’Argentina settentrionale. Basti pensare che sul bassopiano della Bolivia orientale si sono registrate temperature massime superiori ai +40°C, con picchi di appena +41°C. Ma pure nel vicino Paraguay la colonnina di mercurio ormai punta verso la fatidica soglia dei +40°C all’ombra, mentre punte di oltre +35°C +36°C si raggiungeranno sul nord dell’Argentina, dove si assaporerà un clima insolitamente caldo per il mese di Settembre.

Patagonia

La Patagonia e i suoi ghiacciai.

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