a cura di Franco Floris

Troppe cose non quadrano, alcune associazioni molto conosciute e blasonate non parlano volentieri di cosa accade in Amazzonia, in Africa e a tutti i popoli indigeni di questo mondo. Sfruttati, sfrattati, fatti sparire.

Fanno pubblicità nelle reti nazionali, occupano posti di potere, sono integrati con i governi di turno, non contestano certe aziende che con il loro comportamenti contribuiscono alla desertificazione, alla distruzione delle foreste, all’agricoltura avvelenata e agli allevamenti intensivi, cambiando la geografia di molte nazioni.

Sembrerebbe quasi, e dico sembrerebbe, che queste notissime associazioni collaborano con il “diavolo”. Vedi cosa sta succedendo in Congo con il popolo Baka, vedi in Brasile e in Argentina con gli allevamenti intensivi, vedi i popoli della foresta in India sfrattati e abbandonati, vedi i popoli che vivono nella foresta amazzonica… la lista purtroppo è lunga.

Ora che abbiamo preso coscienza sul silenzioso genocidio in atto sul pianeta a danno delle popolazioni indigene, non staremo a guardare e commentare, ma intendiamo tornare ad operare, quindi entrare nel merito delle situazioni e, se necessario, denunciare quelle organizzazioni o enti che in nome della salvaguardia dei popoli indigeni e dell’ambiente, fanno solo business.

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Non molto tempo fa avevamo parlato temendo che sarebbero potuti ripetersi i fenomeni meteoclimatici del 2018, ossia gelo e neve sull’Italia. Questo perché l’aumento della temperatura su tutta la biosfera terrestre influisce sul vortice polare, fino a romperlo e cosi "liberare" le correnti gelide imprigionate sull’asse del polo artico, spingendole più a sud fino da noi sul bacino del Mediterraneo.

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