Sebbene non si possa parlare di “latte” propriamente detto, i piccioni (famiglia dei columbidi), così come anche i pinguini imperatore e i fenicotteri, producono una secrezione con la quale nutrono le proprie nidiate nei primi giorni di vita, ovvero fino a che non siano in grado di assumere alimenti solidi in autonomia. Tale secreto viene somministrato ai nidiacei tramite rigurgito e a produrlo è una ghiandola situata nel gozzo degli esemplari adulti. La sua composizione varia da specie a specie, ma una caratteristica comune, che la distingue chiaramente dal latte dei mammiferi, è la totale assenza di calcio e carboidrati.

Questo secreto non è peculiarità unica degli individui di sesso femminile, ma anche gli esemplari maschi lo producono. La sua composizione è per il 65-75% formata da acqua, per il 13-19% da proteine, per il 7-13% da lipidi e per l’1,5-2% da sali minerali. Si tratta di un alimento estremamente nutriente: “un esperimento ha dimostrato che somministrandolo ai polli ne aumenta la crescita fino a quasi del 40%!”

pulcini di piccione

Durante i primi tre giorni dopo la schiusa i piccoli di piccione vengono nutriti esclusivamente con questo secreto (chiamato nello specifico “latte di piccione”). Successivamente, vengono alimentati con una miscela di latte e semi e vengono completamente svezzati dal latte dopo 18 giorni.

Articoli correlati

A fine marzo ha fatto clamore la notizia della morte dell’ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco con conseguente estinzione della specie. Le cause che hanno portato alla sua estinzione, inutile dirlo, non sono state naturali, ma indotte dall’attività di sfruttamento/bracconaggio dell’uomo!

"Maramao perché sei morto? … l’insalata era nell’orto", queste sono due significative frasi di un noto brano italiano antifascista del ‘39 che, parafrasando, potrebbero anticipare ciò che attende l’orango del Borneo in un prossimo futuro. Il gatto Maramao (animale notoriamente carnivoro) era morto “malgrado” avesse l’orto pieno di insalata, così l’orango del Borneo rischia l’estinzione "malgrado" sia circondato da innumerevoli piantagioni di palma da olio.

L’antilocapra (Antilocapra americana) è un mammifero ungulato che rappresenta l’unica specie vivente della famiglia degli antilocapridi, una famiglia di artiodattili ruminanti che un tempo popolava (con varie specie) buona parte dell’America settentrionale. L’attuale area di diffusione dell’antilocapra va dalle zone meridionali del Canada fino alla bassa California messicana, sebbene popolazioni di una certa entità si possono trovare solo in alcune zone delle Montagne Rocciose.

COMMENTA

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.