Sebbene non si possa parlare di “latte” propriamente detto, i piccioni (famiglia dei columbidi), così come anche i pinguini imperatore e i fenicotteri, producono una secrezione con la quale nutrono le proprie nidiate nei primi giorni di vita, ovvero fino a che non siano in grado di assumere alimenti solidi in autonomia. Tale secreto viene somministrato ai nidiacei tramite rigurgito e a produrlo è una ghiandola situata nel gozzo degli esemplari adulti. La sua composizione varia da specie a specie, ma una caratteristica comune, che la distingue chiaramente dal latte dei mammiferi, è la totale assenza di calcio e carboidrati.

Questo secreto non è peculiarità unica degli individui di sesso femminile, ma anche gli esemplari maschi lo producono. La sua composizione è per il 65-75% formata da acqua, per il 13-19% da proteine, per il 7-13% da lipidi e per l’1,5-2% da sali minerali. Si tratta di un alimento estremamente nutriente: “un esperimento ha dimostrato che somministrandolo ai polli ne aumenta la crescita fino a quasi del 40%!”

pulcini di piccione

Durante i primi tre giorni dopo la schiusa i piccoli di piccione vengono nutriti esclusivamente con questo secreto (chiamato nello specifico “latte di piccione”). Successivamente, vengono alimentati con una miscela di latte e semi e vengono completamente svezzati dal latte dopo 18 giorni.

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L’estinzione di una specie animale è un processo "naturale" ed inevitabile, nessuna specie (uomo compreso) può sfuggire a questa indiscutibile verità. Non a caso, facendo un ipotetico elenco di tutte le specie animali comparse nei vari periodi geologici sulla Terra, il numero delle specie scomparse surclassa di molto quello delle specie oggi esistenti.

In questi giorni si fa un gran parlare delle tigri che corrono il rischio di estinzione, infatti da 30.000 esemplari ad inizio XX secolo oggi siamo scesi a poco più di 3.000 esemplari! Ma non è solo la tigre a preoccuparci, sono tutti gli animali del pianeta, a parte quelli opportunisti che riescono a convivere con la nostra civiltà. Ormai, purtroppo, è scontato che l’uomo, da quando è sulla Terra, abbia fatto più cose negative che positive sia per la vita degli animali che del pianeta in genere.

A fine marzo ha fatto clamore la notizia della morte dell’ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco con conseguente estinzione della specie. Le cause che hanno portato alla sua estinzione, inutile dirlo, non sono state naturali, ma indotte dall’attività di sfruttamento/bracconaggio dell’uomo!

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