L’ISPRA analizza gli indicatori del clima in Italia per l’anno 2013
Testo curato da Sarah Lai

L’ISPRA ha realizzato e gestisce il Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA). Il sistema SCIA, creato per favorire l’elaborazione, la rappresentazione e la disponibilità dei dati, è stato alimentato negli anni grazie alla collaborazione con l’Aeronautica Militare, l’Unità di ricerca per la Climatologia e la Meteorologia applicate all’Agricoltura, e numerose Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente.
Questa collaborazione ha permesso di redigere il rapporto annuale (anno IX) degli indicatori del clima in Italia tenendo conto delle variabili climatiche.
Secondo i dati raccolti, il 2013 è stato un anno più caldo della media climatologica, sia a livello globale che in Italia. Dal 1986 l’anomalia termica media globale è stata sempre positiva e tutti gli anni successivi al 2000 sono tra i 14 anni più caldi di tutta la serie storica. Il valore della temperatura media nel 2013 è stato il decimo più elevato della serie dal 1961.

La media annuale 2013 dell’anomalia di temperatura in Italia (+1,04°C) è il risultato della persistenza di anomalie termiche positive, soprattutto nella seconda parte dell’anno. L’unico mese in controtendenza è stato febbraio, caratterizzato in gran parte da ondate di gelo.

Al Nord il mese più caldo rispetto alla norma è stato dicembre, con un’anomalia termica media di +2,60 °C, seguito da luglio e agosto (+2,45 e +1,96°C rispettivamente). A febbraio è stata registrata un’anomalia termica negativa con -1,26 °C.

Al Centro i mesi più caldi (incremento di temperatura superiore alla media per il mese di riferimento) sono stati aprile, ottobre e agosto, con anomalie positive di +2,36, +2,35 e +2,16°C rispettivamente. Il mese più freddo (mese in cui la diminuzione di temperatura è risultata inferiore alla media, per lo stesso mese) è stato febbraio con -1.21°C.

Al Sud e sulle Isole i mesi più caldi rispetto alla norma sono stati ottobre, aprile e agosto, con anomalie +2,39, +2,12 e 1,60 °C rispettivamente, mentre a febbraio l’anomalia negativa è stata di -0,80°C.

Le anomalie termiche non si possono attribuire in modo uniforme alle quattro stagioni. Nel 2013 le stagioni più calde rispetto alla norma sono state l’estate e l’autunno, mentre per l’inverno (per il quale la temperatura media stagionale viene calcolata aggregando il mese di dicembre 2012 ai mesi di gennaio e febbraio 2013), i valori di temperatura media sono stati molto vicini ai valori del trentennio 1961-1991.

Il CCL/CLIVAR Working Group on Climate Change Detection definisce una serie indicatori di temperatura per il monitoraggio della persistenza di eventi climatici anche di natura estrema: notti tropicali, notti di gelo, onde di calore e giorni estivi.

L’indicatore notti tropicali, definite nel numero di giorni con temperatura minima dell’aria maggiore di 20°C. e le onde di calore, definite come la durata di almeno sei giorni consecutivi nei quali la temperatura massima supera il 90° percentile della distribuzione delle temperature massime giornaliere nello stesso periodo dell’anno, consentono la valutazione degli eventi di caldo estremo in Italia. Nell’anno 2012 il numero di notti tropicali è stato superiore alla media climatologica 1961-1990, come sempre negli ultimi 13 anni. Il 2012 è al secondo posto dell’intera serie.

L’indicatore onde di calore si colloca nel 2012 al 3° posto dell’intera serie, dopo il 2003 e appena sotto il 2011. Dall’andamento della serie è evidente l’incremento notevole delle onde di calore a partire dagli anni ’80.
Anche i giorni estivi (numero di giorni con temperatura massima dell’aria superiore ai 25 °C) sono superiori alla media climatologica 1961-1990. Il 2012 è il 13° anno consecutivo con valore superiore e si colloca al quinto posto nella serie dal 1961.

indicatore giorni estivi dal 1961 al 2012

Il numero di notti di gelo (numero di giorni con temperatura minima assoluta dell’aria minore o uguale a 0°C) nel 2012 è stao inferiore alla media climatologica del trentennio di riferimento (1961-1990) come sempre negli ultimi 20 anni, ad eccezione del 2005 e del 1993.

indicatore notti di gelo dal 1961 al 2012

Per quanto riguarda la temperatura superficiale media dei mari italiani, calcolate a partire dai dati elaborati dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), le anomalie termiche positive (+0,61°C) hanno raggiunto il 5° valore più alto dal 1961.

I valori medi annui della temperatura superficiale dei mari italiani nel 2013 sono compresi tra 18,9°C (Adriatico) e 20,4 °C (Ionio). Per tutti i mari, il mese più freddo è stato marzo e quello più caldo agosto.

I valori delle precipitazioni, a livello globale sono vicini alla norma 1961-1990, ma questo è dovuto al risultato di compensazione di anomalie locali, anche estreme sia positive che negative.
Le precipitazioni cumulate annuali del 2013 in Italia, sono state complessivamente superiori alla media climatologica del 10% circa. Al Nord il clima è stato più secco della norma nei mesi estivi (da giugno a settembre) e a febbraio, mentre la primavera è stata più piovosa della norma. Al Centro i mesi più piovosi sono stati novembre, maggio e da gennaio a marzo; al Sud e sulle Isole luglio e agosto, novembre e marzo.

Nell’intervallo 1951-2013 i valori medi di precipitazioni cumulate annuali risultano essere in leggera diminuzione ma in modo statisticamente significativo solo al Centro (-2,7% in 10 anni). Su base stagionale e considerata la sola serie aggregata per tutto il territorio nazionale, la diminuzione risulta statisticamente significativa solo in inverno (-4,6% su 10 anni). Anche la media annuale dell’umidità relativa, compresa tra il 52% e l’89%, è stata complessivamente molto vicina alla media climatologica del 1961-1990.

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