Area marina protetta “Pelagos”

Area marina protetta “Pelagos”

Dispositivi anti collisione, così si salvano i cetacei del mar Ligure e della Costa Azzurra
Adottato il sistema “Repcet“, una sorta di Gps basato sulla partecipazione che permette alle grandi navi di evitare collisioni con le balenottere nei corridoi marittimi

di G. Bar. (Fonte: Riviera24.it)

Monaco. Parola d’ordine salvare i cetacei che vivono nel Santuario Pelagos. Come? Dotando le imbarcazioni di dispostivi anti collisione per evitare incidenti con delfini e balene che vivono tra mar Ligure, Costa Azzurra e Corsica. Una dozzina di navi sono già dotate di questa nuova strumentazione, altre 45 saranno “in regola” a partire dal mese di luglio.

E’ partita così una vera e propria operazione di tutela dei cetacei nel loro habitat. Ma i primi a muovere i passi verso la salvaguardia dei cetacei sono i francesi, che hanno creato il sistema “Repcet”, una sorta di Gps basato sulla partecipazione, che permette alle grandi navi di evitare collisioni con le balenottere nei corridoi marittimi. I grandi cetacei, da sempre, sono minacciati dalle collisioni, in particolare nell’Atlantico del Nord e anche nel Mediterraneo, secondo l’International Whaling Commission. In base ad uno studio il “tasso di mortalità è particolarmente alto in confronto alla popolazione delle balenottere comuni”. “Abbiamo contattato gli armatori italiani, ma finora la campagna di sensibilizzazione non ha avuto risultati positivi”, spiegano dall’associazione “Souffleurs d’Ecume”, con sede nel dipartimento del Var francese. Repcet ha un costo di 250/300 euro mensili per ogni nave, che i suoi sviluppatori definiscono marginale rispetto ai costi di gestione di questo tipo di imbarcazioni.

Ma è altrettanto importante che anche l’Italia faccia la sua parte” – dice Franco Floris, fondatore di Accademia Kronos – “Il nostro organismo da anni si batte affinché questi mammiferi possano essere tutelati e dispiace che ora la sede di Santuario Pelagos sia stata trasferita da Genova a Monaco. Gli enti pubblici e il nostro Governo avrebbero dovuto e potuto fare di più“.

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