RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO UN APPELLO DELL’ADUC DEL VENETO SULL’ESPOSIZIONE DI CANCEROGENI NELLE CITTA’ DEL NORD ITALIA

(Comunicato di Maria Grazia Lucchiari del 20 marzo)

Aria satura di cancerogeni in Veneto, le centraline dell’Arpav rilevano i microgrammi di polveri sottili, che la legge impone di non superare oltre i 50: 158 a Vicenza, 129 a Verona, 121 a Treviso, 117 a Venezia, 111 a Padova, 93 a Rovigo. Si salva solo Belluno, entro i 45.
A fronte della gravità della situazione ciò che stupisce ed indigna è che sindaci e assessori all’ambiente in queste condizioni organizzano attività sportive con migliaia di persone che corrono per le vie delle città incuranti del danno alla salute dei partecipanti. Questa sera, infatti, si terrà la consueta marcia Corri per Padova, che non si sospende nemmeno di fronte ai bollettini dell’Arpav che annunciano da otto giorni consecutivi che l’aria ha un’altissima percentuale di polveri e per oggi è considerata pessima, quindi stato di allarme in cui tutti i soggetti possono incorrere in rischi sanitari rilevanti. Ed è ciò che si è verificato anche sabato e domenica scorsa a Vicenza con migliaia di persone di corsa in una città carica di polveri: 121 e 113 microgrammi. E’ superficialità o si teme un contraccolpo dannoso per l’immagine del sindaco o assessore nel caso decidesse di sospendere la gara sportiva? Noi siamo convinti del secondo caso. Nel caso di Padova, l’autorità sanitaria locale, peraltro, non aiuta gli amministratori a comprendere la gravità della situazione perché nel sito web della Ulss16 digitando la parola polveri sottili, ozono o piano di azione risanamento dell’aria esce sempre lo stesso risultato ovvero zero documenti. Noi da anni andiamo ripetendo che “il degrado dell’aria è degrado di legalità” perché i sindaci non applicano le norme delle direttive comunitarie e delle leggi nazionali perciò le misure strutturali previste non sono ancora state adottate, e le multe milionarie da Bruxelles continueranno ad arrivare. Un consiglio a Legambiente: lasci perdere i treni verdi, che la qualità dell’aria già la leggiamo ogni giorno dal sito dell’Arpav, piuttosto si unisca a noi nel chiedere agli amministratori locali finalmente il rispetto delle legge.

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