Tempo non ne abbiamo più. Da una parte i cambiamenti climatici, dall’altra l’avvelenamento dell’intero pianeta. Se 150 anni fa avessero domandato a una persona colta e ben informata quali danni il genere umano avrebbe potuto causare a se stesso e a tutto il sistema biologico del pianeta, questi non sarebbe riuscito, con tutto il pessimismo possibile, a immaginare la realtà di oggi. Solo qualche profezia, forse, ha anticipato l’attuale stato delle cose.

Continua la mattanza dei cetacei sull’arcipelago delle Isole Faroe, protettorato Danese. Un piccolo stato semi-indipendente tra il Nord dell’Oceano Atlantico e il Mare di Norvegia. Anche quest’anno si è consumata una strage di esseri sensienti ( balene e delfini ) nelle acque dell'arcipelago delle Isole Faroe. Le foto scattate pochi giorni fa testimoniano le barbarie.

Quando parliamo di fattore "T" intendiamo parlare del "Tempo", quello che ci resta per poter evitare la tanto temuta catastrofe climatica. Dal primo summit di Rio de Janeiro del giugno 1992, in cui si è cercato di affrontare la questione ambientale globale, oggi stiamo ancora in "alto mare".

L’imprinting è forse l’esempio di comportamento animale più noto al grande pubblico. Spiegato in due parole, si tratta di un tipo di apprendimento tipico dei piccoli di uccelli e mammiferi che, nell’arco di pochissime ore dopo la nascita, stabiliscono in base all’osservazione diretta chi è il loro genitore.

Dopo 2 anni di analisi sui laghi dell’Italia centrale, Vico e Castel Gandolfo, effettuati insieme al supporto di due satelliti dell’ESA, dotati di strumentazione elettronica capace di leggere lo stato di salute dei corpi idrici interni, l'affidabilità e precisione dei risultati finali hanno dimostrato che a partire dal prossimo anno questo sistema di monitoraggio satellitare potrà essere esteso a tutto il pianeta.