L’antilocapra (Antilocapra americana) è un mammifero ungulato che rappresenta l’unica specie vivente della famiglia degli antilocapridi, una famiglia di artiodattili ruminanti che un tempo popolava (con varie specie) buona parte dell’America settentrionale. L’attuale area di diffusione dell’antilocapra va dalle zone meridionali del Canada fino alla bassa California messicana, sebbene popolazioni di una certa entità si possono trovare solo in alcune zone delle Montagne Rocciose.

Il veleno ofidico (dal greco "ofis", serpente) è uno "strumento" di sopravvivenza fondamentale per molti serpenti, essi, infatti, spesso si nutrono di vertebrati più forti e attivi di loro, che non potrebbero essere sopraffatti con un’azione puramente meccanica. Di fatto il veleno paralizza le prede e neutralizza la loro resistenza.

Spesso i titoli degli articoli "esagerano", ma non in questo caso, il veleno del ragno della ragnatela ad imbuto di Sydney (Atrax robustus) è altamente tossico e letale per l’uomo. La buona notizia, si fa per dire, è che, a meno di abitare in un raggio di circa 150-160 km intorno alla città di Sydney (Australia), è praticamente impossibile imbattersi in un esemplare di questa specie.

La rana toro (Lithobates catesbeianus) è un anfibio anuro, appartenente alla famiglia dei ranidi, originario degli Stati Uniti centrali ed orientali. Con una lunghezza che può arrivare a 20 cm e un peso che può superare il mezzo kg, questo animale è di fatto uno degli anfibi viventi più grandi che si conoscano. Nonostante si possa pensare altrimenti, il nome comune di rana toro (o rana bue) non è conseguenza dalle sue misure "extra large", ma del suo singolare gracidio/richiamo che ricorda il muggito dei bovini.

La Polistes dominula è uno degli imenotteri aculeati sociali, appartenente alla famiglia dei vespidi, maggiormente diffuso nel continente europeo, Italia inclusa. Sebbene il nome comune di "vespa cartonaia" sia solitamente associato a questa specie, in realtà non è identificativo più di tanto, poiché quasi tutti i vespidi costruiscono nidi che sembrano fatti di "cartone".

Corpo e zampe posteriori da leone, zampe anteriori, ali e testa da aquila. Questa, in linea di massima, la descrizione della creatura mitologica che prende il nome di grifone. Mitologia a parte, anche in natura esiste un animale col nome di grifone. Tale animale è un uccello facente parte della famiglia degli accipitridi (i rapaci diurni) e, ovviamente, ha ben poco in comune con la leggendaria creatura ibrida felino/rapace.

Il proverbio che recita "l’abito non fa il monaco" si adatta alla perfezione alla sesia apiforme (Sesia apiformis), chiamata in inglese "falena calabrone" (hornet moth). Questo insetto, appartenente all’ordine dei lepidotteri (falene e farfalle), è nell’aspetto, ma solo in quello, molto simile ad un vespide dotato di aculeo velenoso. Essa rappresenta un lampante esempio di mimetismo batesiano, mimetismo adottato da animali innocui che hanno forme e colori analoghi a specie aposematiche pericolose in modo da ingannare e dissuadere i potenziali predatori.

La vedova nera mediterranea (Latrodectus tredecimguttatus), conosciuta anche come malmignatta, è un ragno nostrano strettamente imparentato con la temuta vedova nera americana (Latrodectus mactans). Fortunatamente il suo veleno è meno tossico rispetto alla "parente americana", ma può comunque risultare pericoloso, soprattutto se inoculato in bambini (peso corporeo ridotto) o in persone debilitate/anziane.

La renna (Rangifer tarandus) è un animale ben conosciuto nell’immaginario di tutti (o quasi), infatti, secondo le tradizioni natalizie occidentali, la slitta piena di doni di Babbo Natale è trainata da otto renne volanti. Ovviamente le capacità di volo sono frutto di pura fantasia, tuttavia le renne risultano essere effettivamente ottimi animali da traino, tanto che ancora oggi in Lapponia vengono usate con i pulk, le tradizionali slitte scandinave.