Corpo e zampe posteriori da leone, zampe anteriori, ali e testa da aquila. Questa, in linea di massima, la descrizione della creatura mitologica che prende il nome di grifone. Mitologia a parte, anche in natura esiste un animale col nome di grifone. Tale animale è un uccello facente parte della famiglia degli accipitridi (i rapaci diurni) e, ovviamente, ha ben poco in comune con la leggendaria creatura ibrida felino/rapace.

Il proverbio che recita "l’abito non fa il monaco" si adatta alla perfezione alla sesia apiforme (Sesia apiformis), chiamata in inglese "falena calabrone" (hornet moth). Questo insetto, appartenente all’ordine dei lepidotteri (falene e farfalle), è nell’aspetto, ma solo in quello, molto simile ad un vespide dotato di aculeo velenoso. Essa rappresenta un lampante esempio di mimetismo batesiano, mimetismo adottato da animali innocui che hanno forme e colori analoghi a specie aposematiche pericolose in modo da ingannare e dissuadere i potenziali predatori.

La vedova nera mediterranea (Latrodectus tredecimguttatus), conosciuta anche come malmignatta, è un ragno nostrano strettamente imparentato con la temuta vedova nera americana (Latrodectus mactans). Fortunatamente il suo veleno è meno tossico rispetto alla "parente americana", ma può comunque risultare pericoloso, soprattutto se inoculato in bambini (peso corporeo ridotto) o in persone debilitate/anziane.

La renna (Rangifer tarandus) è un animale ben conosciuto nell’immaginario di tutti (o quasi), infatti, secondo le tradizioni natalizie occidentali, la slitta piena di doni di Babbo Natale è trainata da otto renne volanti. Ovviamente le capacità di volo sono frutto di pura fantasia, tuttavia le renne risultano essere effettivamente ottimi animali da traino, tanto che ancora oggi in Lapponia vengono usate con i pulk, le tradizionali slitte scandinave.

Pur non avendo i nostri mezzi e le nostre conoscenze già nel IV secolo a.C. lo studioso e filosofo greco Aristotele aveva intuito che i cetacei, sebbene apparentemente molto simili ai pesci, fossero animali profondamente differenti da questi ultimi. Non a caso fu proprio lui (Aristotele) ad introdurre il termine cetaceo (dal greco kētos: balena o “mostro marino”) per identificare le creature acquatiche dotate di respirazione polmonare.

L’allocco (Strix aluco) è un uccello rapace ampiamente diffuso sul nostro territorio, facente parte dell’ordine degli strigiformi (gli uccelli da preda con abitudini notturne/serali, ossia i rapaci notturni).

Tra tutti i delfinidi il tursiope (Tursiops truncatus) è quello che più facilmente si può avvistare nel Mar Mediterraneo. Ad ogni modo la sua diffusione non si limita al solo bacino Mediterraneo, ma, in pratica, lo si trova in tutti i mari e oceani del mondo, eccezion fatta per le zone artiche e antartiche.

Probabilmente a molti il nome barramunda dirà ben poco, questo sempre se non si abiti (o si sia abitato) nella parte nord orientale dell’Australia, più precisamente nello Stato del Queensland. Il barramunda (Neoceratodus forsteri) è un pesce osseo d’acqua dolce appartenente all’ordine dei Dipnoi (pesci polmonati) endemico di due fiumi del Queensland meridionale, il Burnett e il Mary.