a cura di Armando Gariboldi (fonte: RivistaNatura.com)

L’uso sempre più diffuso delle foto-trappole per le ricerche faunistiche di campo sta permettendo di individuare la presenza di specie rare, prima ancora che quest’ultime vengano osservate direttamente. Dopo i castori, che sono entrati in Friuli pochi mesi fa dalla vicina Austria, ora è il caso della genetta (Genetta genetta) recentemente “fototrappolata” nella Liguria occidentale.

In realtà da almeno una decina d’anni ogni tanto giungevano segnalazioni più o meno affidabili – nell’area al confine con la Francia – su questo elegante mammifero della famiglia dei Viverridi*, lungo una cinquantina di centimetri, esclusa la lunga coda. Tuttavia la sua presenza sporadica, le abitudini molto elusive, solitarie o in coppia, e la frequentazione di ambienti poco antropizzati, come le boscaglie ricche di ammassi rocciosi e di cavità, anche degli alberi, l’hanno resa da sempre una specie molto difficile da osservare, anche attraverso le tracce.

* Gran parte delle specie appartenenti alla famiglia dei Viverridi presentano delle ghiandole odorifere poste all’interno di sacchette intorno all’apertura anale, che secernono una secrezione (similmente alla famiglia dei mustelidi). La funzione primaria di tale sostanza è probabilmente quella di scambiare informazioni verso i propri simili, ma è utilizzata anche come strumento di deterrenza nei confronti di altri predatori.

Dove è stata avvistata
L’area interessata dalla segnalazione della genetta è quella del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, in provincia di Imperia e in particolare la Val Roja, la stessa zona dove era stata già segnalata per la prima volta nel 2008. Ma questa volta ci sono le foto! L’inconfondibile silhouette con il muso appuntito e la pelliccia maculata, sono state immortalate da una fototrappola, lo scorso ottobre, nell’area del monte Grammondo. La scoperta è stata presentata nei giorni scorsi nella sede della Regione dall’assessore ai Parchi Stefano Mai e dal presidente del parco Giuliano Maglio, insieme ai ricercatori che hanno condotto gli studi sulla presenza dell’animale.

Specie di origine africana
Di origine africana, la genetta, in Europa è diffusa nella parte meridionale della penisola Iberica e della Francia, dove sembra sia stata introdotta dai Saraceni, o forse ancora prima dai Romani (grandi globalizzatori dell’antichità), che portarono in Italia molte altre specie di valore naturalistico, quali il Fagiano, tra gli uccelli, o il popolare Castagno, tra le piante.

Il monitoraggio in corso permetterà di indagarne meglio la presenza, assieme a quella di altre specie di grande valore conservazionistico presenti in zona, anch’esse fotografate dalle cinque foto-trappole installate dai ricercatori (un giovane Lupo, una Martora e addirittura un raro esemplare di Volpe albina).

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