Breve Report sull’ultima riunione “coalizione clima”

Breve Report sull’ultima riunione “coalizione clima”

a cura di Oliviero Sorbini

Alla riunione hanno partecipato Francesco (Coldiretti), Simona (Cgil), Massimiliano (Slowfood), Vittorio (SI rinnovabili NO nucleare), Andrea (Rete conoscenza), Camilla (Link), Maria (Marevivo), Maria (Legambiente), Giuseppe (Univerde), Filippo (Arci), Andrea (Focsiv), Rita (A Sud), Mariagrazia (WWF), Oliviero (Accademia Kronos), Santino (Uisp), Marirosa (Cospe), Samantha (Italian Climate Network), Ettore (RSU Almaviva).

Gli argomenti che abbiamo affrontato:
- la COP 23 che si è svolta a Bonn (1);
- la SEN presentata dal Governo Italiano negli stessi giorni (2);
- il percorso che ci porterà verso la COP 24 che si svolgerà in Polonia a dicembre 2018 (3);
- il nuovo coordinamento della Coalizione Clima (4).

Il punto su Bonn e Sen (1) (2)
La valutazione sulla COP 23 fatta da chi ha partecipato presenta luci e ombre. I negoziati hanno prodotto timidissimi passi avanti, il percorso è tutto in salita e i tempi di decisione troppo lenti, mentre aumenta la frequenza degli eventi climatici estremi provocando danni ambientali e sociali oltre che economici. I paesi ricchi e di vecchia industrializzazione non stanno rispettando i patti, complicando ulteriormente i negoziati con i paesi che devono ricevere gli aiuti.
La fuoriuscita totale dal carbone è stato l’oggetto della manifestazione molto partecipata che si è tenuta nelle strade di Bonn alla vigilia. Anche la promozione di un’Alleanza tra Stati che si impegnano a chiudere centrali di carbone e miniere, pur con ambiguità, è un segnale positivo. La fuoriuscita dal carbone è problematica per paesi come la Germania (non è scontato che continui a svolgere il ruolo di traino europeo per accelerare la transizione energetica) e la Polonia (dove si svolgerà la COP 24).
Gli eventi promossi dalla società civile, dai sindacati, dalle città, … sono stati molti, segno di grande vitalità di un movimento dal basso che sta nei fatti realizzando la transizione. Questo movimento però è sembrato meno coeso rispetto ad altri appuntamenti internazionali sul clima.
Quanto alla Sen, rispetto alla prima stesura ci sono miglioramenti sugli obiettivi di produzione rinnovabile ed è stata indicata la data del 2025 per la fuoriuscita dell’Italia dalla produzione di energia elettrica da carbone. E’ un fatto positivo, non è però scontato che si realizzi soprattutto se non si riuscirà a trovare proposte alternative per salvaguardare l’occupazione e le economie locali.

Il percorso che ci porterà alla COP 24 (3)
La COP 24 sarà particolarmente importante perché, secondo l’accordo di Parigi, dovrà rivedere gli impegni di diminuzione delle emissioni: quelli assunti finora porterebbero ad un aumento medio della temperatura a circa 3° C.
Si terrà a Dicembre 2018 in Polonia, nella zona carbonifera di Katowice. La Polonia è un paese che punta molto sullo sfruttamento del carbone per la produzione di energia. Le organizzazioni sociali sono molto deboli e le grandi organizzazioni quali i sindacati e la stessa Chiesa polacca vedono spaccature profonde al loro interno. In questi mesi tramite i nostri contatti internazionali capiremo che tipo di mobilitazione si farà in occasione della COP 24.
Nel frattempo, come Coalizione Clima italiana metteremo in campo iniziative di sensibilizzazione, anche territoriali, e di approfondimento per riattivare una mobilitazione diffusa in vista della conferenza mondiale. Un appuntamento di questo percorso sarà la prossima campagna elettorale per provare a far entrare nel dibattito pubblico gli impegni del nostro paese sul clima (sono due anni che le emissioni crescono in Italia). E’ stata ribadita la necessità di organizzare seminari per approfondire ed elaborare proposte comuni nel settore dell’agricoltura, della mobilità, delle migrazioni ambientali, …

Il nuovo coordinamento (4)
Allarghiamo il coordinamento della Coalizione Clima che sarà garantito da tre persone che si sono dichiarate disponibili: Vittorio Bardi, Roberta Cafarotti, Simona Fabiani.

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