Fonte: Margherita D’Amico per “La Repubblica”

La crudele pratica dei richiami vivi imbocca il viale del tramonto: vietate le catture di uccellini selvatici con i mezzi proibiti dall’UE.

Per decine di migliaia di uccellini selvatici il futuro si tinge di speranza. Con l’approvazione dell’articolo 21 della Legge europea, il Senato ha sancito in via definitiva il divieto di catturare tordi, merli, pavoncelle, colombacci, allodole e altre specie per farne richiami vivi. E’ stato infatti messo al bando ogni sistema di prelievo escluso dalla Direttiva Uccelli, come trappole, reti e vischio, rendendo la pratica pressoché impossibile.

E’ la fine dell’uccellagione di stato, un traguardo atteso da decenni che cancella una vergogna nazionale” dicono dalla Lipu-Birdlife Italia, che ha lanciato, sostenuto e portato avanti, con il sostegno di altre Associazioni (fra cui Cabs, Lac, Enpa, Lav, Oipa, WWF, Animalisti Italiani onlus) e diversi Parlamentari (come Cirinnà, De Petris, Gagnarli), una campagna esemplare durata circa due anni.

Iniziò a metà 2013 attraverso la raccolta di 50.000 firme, persone contrarie al protrarsi di una pratica arcaica e crudele, che impone ai piccoli volatili, non di rado accecati di proposito, prigionia all’interno di gabbie buie e anguste. Gli infelici reclusi vengono condotti all’aperto solo all’inizio del periodo venatorio, per attrarre con un canto dolente e fuori stagione i propri simili sotto il fuoco dei cacciatori. Come esche viventi sono utilizzati, in alternativa, anche uccellini di allevamento, ma la loro efficacia canora viene considerata minore.
Oltre a infliggere torture e morte agli animali e ad aver sottomesso l’Italia a una procedura d’infrazione per aver violato la Direttiva Uccelli, l’abitudine ai richiami vivi ha pure motivato, finora, importazioni illegali e contrabbandi di innumerevoli esemplari
Per attrarre sotto il fuoco dei cacciatori i propri simili attraverso il canto fuori stagione, decine di migliaia di uccellini selvatici vengono ogni anno catturati, imprigionati al buio, spesso accecati. Questa barbara tradizione si avvia, però oggi, a scomparire.

“È una gioia immensa, una grande vittoria di civiltà del nostro Paese” dice Fulvio Mamone Capria, Presidente della Lipu. “La formula normativa adottata oggi è macchinosa, dovendo rispondere al dettato della direttiva, ma la sostanza non lascia spazio ai dubbi: da questo momento in Italia la cattura degli uccelli selvatici è vietata. L’ordine del giorno approvato dal Senato che impegna il Governo a valutare con quali mezzi i piccoli uccelli migratori potrebbero essere catturati non ha alcuna importanza, i prelievi in natura sono finiti. Dopo decenni di danni arrecati all’ambiente e alla biodiversità è bene che gli uccellatori si rassegnino”.

“Abbiamo atteso questo risultato per 50 anni, e cade proprio nel cinquantesimo anniversario dalla fondazione della Lipu, nata nel 1965, proprio per la lotta all’uccellagione” commenta Danilo Selvaggi, direttore generale Lipu: “Ringraziamo di cuore i parlamentari che hanno partecipato all’impresa, il Ministro Galletti, le centinaia di migliaia di cittadini italiani e le Associazioni che hanno sostenuto questo fondamentale cambiamento. Ma non ci fermiamo. Stiamo ragionando su come cancellare ogni possibilità di utilizzare i richiami vivi, facendo sì che la migrazione degli uccelli sia davvero libera e protetta“.

Petizione contro i richiami vivi

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