Caldo “killer” in India

Caldo “killer” in India

Articolo di Gabriele La Malfa

E’ risaputo che in India tra la fase del monsone “secco” (attuale) e quella del monsone “umido” (in arrivo tra una settimana) si registrano temperature che per noi mediterranei sarebbero letali, infatti si possono raggiungere i + 48/50 °C. Tuttavia il popolo indiano, soprattutto quello centro meridionale, normalmente riesce a sopportare tali temperature. Allora, ci domandiamo, perché tante morti da caldo? Ufficialmente si parla di oltre 2.300 vittime accertate, ma altre fonti parlano addirittura di 5.000. Le regioni più colpite da questa super bolla di calore sono al momento: Andhra Pradesh e Telangana.

Cerchiamo ora di capire che sta succedendo. Intanto c’è da chiedersi come mai questa gente, abituata a temperature così estreme, ora muore vittima del caldo. La risposta non è nelle alte temperature, ma nella durata di esse. Infatti in passato si potevano anche raggiungere punte di 48/50 °C, ma questo poteva durare al massimo qualche giorno, una settimana. Ora invece, e per la prima volta nella storia dell’India da quando è nata la meteorologia, questa situazione di caldo infernale va avanti da quasi un mese! Ciò alla fine ha debilitato completamente il fisico delle persone più deboli, come anziani, malati e bambini.

Oltre ai morti da caldo accertati, al momento ci sono circa 30.000 ricoverati in tutti gli ospedali delle regioni indiane colpite dall’eccezionale caldo. Gli ospedali sono ormai al collasso. Le autorità hanno invitato le persone a non uscire di casa nelle ore centrali del giorno perché oltre al caldo insopportabile, il livello di ozono ha toccato punte massime, molto pericolose per la salute, infatti si è raggiunto livello 240 microgrammi per metro cubo, contro i 100 al massimo tollerabili dagli organismi umani.

La causa dei decessi, quindi, è dovuta alla lunga permanenza di temperature estreme. Tutto questo per i climatologi indiani è colpa del El Niño che influenza gran parte del clima asiatico (ma anche il nostro) e che, secondo questi climatologi, mesi fa si è comportato in modo anomalo al punto da far presagire quello che sta accadendo.

Noi non siamo dello stesso avviso, certamente El Niño ha giocato un ruolo in questa fase, ma l’elemento scatenante, secondo noi, è l’anomalo riscaldamento di tutto l’Oceano Indiano rispetto agli altri oceani del pianeta. Il rischio ora è che la forte evaporazione dell’oceano abbia attivato un “volano termodinamico” che si sta autoalimentando. Si teme, quindi, che dopo il caldo infernale potranno scatenarsi tempeste e tifoni di estrema violenza (altri fenomeni estremi che causeranno, purtroppo, grossi problemi non solo in India, ma su tutto il sudest asiatico).
Quindi la colpa di tutto ciò non sarebbe solo de El Niño “capriccioso”, ma ancora una volta del riscaldamento globale del pianeta.

grafico

Sopra la registrazione grafica del caldo anomalo che sta interessando tutto l’Oceano Indiano, parte dell’Africa Orientale, il Medioriente, l’India e altri Paesi asiatici.

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