a cura di Franco Floris (#IoFaccioLaMiaParte)

Viviamo un periodo storico in cui dobbiamo confrontarci con la mancanza di lavoro, soprattutto per i nostri giovani. La povertà coinvolge sempre più categorie e sempre più italiani vivono sotto la soglia di povertà. Il nostro Paese sta invecchiando inesorabilmente e sempre più anziani vivono in solitudine, l’individualismo e l’egoismo avanzano a tutti livelli, non si investe nella cultura e la ricerca è ai minimi termini.
Insomma, siamo di fronte ad una società sempre più arida dove la solidarietà non trova spazio se non in rari casi.

In una situazione come questa è difficile parlare di AMBIENTE, eppure l’ambiente è il tema centrale e risolutivo. La cura dell’ambiente può essere la soluzione di molti problemi, non è roba per perditempo o per radical chic; parliamo di vita, vita vera, reale.
I cambiamenti climatici fanno spostare popoli, influiscono sulla vita vegetale e animale, condizionano i rapporti tra le nazioni, e, purtroppo, le multinazionali contribuiscono in modo determinante al peggioramento del rapporto tra territorio e persone con l’unico scopo di guadagnare sempre di più.
I territori vengono trasformati senza nessun rispetto, vengono rase al suolo foreste antichissime, i rifiuti contaminano ogni angolo della terra e dei mari, rifiuti generati da comportamenti sbagliati e incivili, le risorse vengono sfruttate in modo esasperato, lasciando in eredità lande desolate e desertiche.

Stiamo attraversando un periodo molto complicato e fragile, ma abbiamo alcune frecce al nostro arco.

Cosa possiamo fare?
Io faccio la mia parte.
Voi fate la vostra parte.
TU, CARO AMICO, FAI LA TUA PARTE!

Noi cittadini possiamo fare tantissimo, ma, nonostante obiettivi comuni e condivisi, tendiamo ad agire separati, e, in alcuni casi, addirittura in competizione tra noi.
Questo è sbagliato e dannoso! È arrivato il momento, caro amico, di agire insieme, assumerci delle responsabilità comuni, un agire che deve essere condiviso a tutti i livelli: le persone con maggiore sensibilità civica e ambientale devono fare “massa” nei confronti degli imprenditori, dell’informazione, della politica, per sensibilizzare e responsabilizzare tutti.
È necessario portare istanze unitarie (agenda 2030), aiutare la politica a prendere decisioni importanti, come investire e sostenere l’ECONOMIA CIRCOLARE, un sistema economico in grado di creare tantissimi posti di lavoro, ricchezza per tutti, risparmi, abbattimento dell’utilizzo di materie prime, diminuzione delle emissioni, insomma! Tantissimi vantaggi ad oggi non compresi e assolutamente non sfruttati.
Molti imprenditori sono pronti ad investire in questo sistema, hanno capito che le aziende, vecchie e nuove, dipendono, e dipenderanno sempre di più, dalla gestione dei rifiuti. Non scordiamoci della QUOTIDIANITÀ: decidendo cosa e dove comprare possiamo condizionare pesantemente il mondo agroalimentare. Svolgendo una RACCOLTA DIFFERENZIATA attenta e puntuale e acquistando prodotti costituiti da materiale riciclato o biodegradabili possiamo incidere pesantemente sul volume dell’indifferenziata.
Questi sono alcuni esempi di azioni concrete!

Ogn’uno di noi deve assolutamente mantenere le proprie autonomie decisionali e comportamentali, ma condividendo alcune iniziative di forte impatto, magari presentando idee e progetti comuni, possiamo trovare risorse umane e finanziarie inaspettate.

Possiamo iniziare condividendo la campagna di Accademia Kronos “IO FACCIO LA MIA PARTE“.

Facciamo la nostra parte! Solo partendo dal basso, con un coinvolgimento forte e appassionato di tutta la società, possiamo condizionare comportamenti oggi fortemente impattanti.

Con questa lettera ti chiediamo di aderire con un impegno concreto alla nostra campagna: la salvaguardia della nostra e bistrattata Madre Terra dipende da ogni nostro piccolo gesto di responsabilità.

Caro amico, Accademia Kronos ti ascolta e ti aspetta per condividere e difendere insieme il tuo e il nostro futuro.
Franco Floris
Presidente Accademia Kronos Onlus

Articoli correlati

Ogni anno si stima che nel periodo estivo vengano abbandonati 50 mila cani e 80 mila gatti, di cui una buona percentuale (soprattutto cani) muore per stenti o travolti sulle strade. Solo lo scorso anno in Italia erano stati censiti più di 700 mila cani randagi. Alcuni di questi hanno trovato nuovi e "civili" padroni, altri sono finiti nei canili e la maggior parte è morta.

COMMENTA

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.