ANIMALI

L’estinzione di una specie animale è un processo "naturale" ed inevitabile, nessuna specie (uomo compreso) può sfuggire a questa indiscutibile verità. Non a caso, facendo un ipotetico elenco di tutte le specie animali comparse nei vari periodi geologici sulla Terra, il numero delle specie scomparse surclassa di molto quello delle specie oggi esistenti.

In questi giorni si fa un gran parlare delle tigri che corrono il rischio di estinzione, infatti da 30.000 esemplari ad inizio XX secolo oggi siamo scesi a poco più di 3.000 esemplari! Ma non è solo la tigre a preoccuparci, sono tutti gli animali del pianeta, a parte quelli opportunisti che riescono a convivere con la nostra civiltà. Ormai, purtroppo, è scontato che l’uomo, da quando è sulla Terra, abbia fatto più cose negative che positive sia per la vita degli animali che del pianeta in genere.

A fine marzo ha fatto clamore la notizia della morte dell’ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco con conseguente estinzione della specie. Le cause che hanno portato alla sua estinzione, inutile dirlo, non sono state naturali, ma indotte dall’attività di sfruttamento/bracconaggio dell’uomo!

"Maramao perché sei morto? … l’insalata era nell’orto", queste sono due significative frasi di un noto brano italiano antifascista del ‘39 che, parafrasando, potrebbero anticipare ciò che attende l’orango del Borneo in un prossimo futuro. Il gatto Maramao (animale notoriamente carnivoro) era morto “malgrado” avesse l’orto pieno di insalata, così l’orango del Borneo rischia l’estinzione "malgrado" sia circondato da innumerevoli piantagioni di palma da olio.

L’antilocapra (Antilocapra americana) è un mammifero ungulato che rappresenta l’unica specie vivente della famiglia degli antilocapridi, una famiglia di artiodattili ruminanti che un tempo popolava (con varie specie) buona parte dell’America settentrionale. L’attuale area di diffusione dell’antilocapra va dalle zone meridionali del Canada fino alla bassa California messicana, sebbene popolazioni di una certa entità si possono trovare solo in alcune zone delle Montagne Rocciose.

Sebbene non si possa parlare di "latte" propriamente detto, i piccioni (famiglia dei columbidi), così come anche i pinguini imperatore e i fenicotteri, producono una secrezione con la quale nutrono le proprie nidiate nei primi giorni di vita, ovvero fino a che non siano in grado di assumere alimenti solidi in autonomia.

Il veleno ofidico (dal greco "ofis", serpente) è uno "strumento" di sopravvivenza fondamentale per molti serpenti, essi, infatti, spesso si nutrono di vertebrati più forti e attivi di loro, che non potrebbero essere sopraffatti con un’azione puramente meccanica. Di fatto il veleno paralizza le prede e neutralizza la loro resistenza.

Alcuni giorni fa abbiamo trattato del gigantismo degli artropodi presenti sul nostro pianeta dai 400 ai 200 milioni di anni fa. Nello stesso periodo, o meglio, verso la fine dello stesso periodo (da 250 milioni di anni fa) vivevano incontrastati i dinosauri. Questo fino a quando un gigantesco meteorite, circa 65 milioni di anni fa, cancellò buona parte della vita sulla Terra.