SCIENZA

La rana toro (Lithobates catesbeianus) è un anfibio anuro, appartenente alla famiglia dei ranidi, originario degli Stati Uniti centrali ed orientali. Con una lunghezza che può arrivare a 20 cm e un peso che può superare il mezzo kg, questo animale è di fatto uno degli anfibi viventi più grandi che si conoscano. Nonostante si possa pensare altrimenti, il nome comune di rana toro (o rana bue) non è conseguenza dalle sue misure "extra large", ma del suo singolare gracidio/richiamo che ricorda il muggito dei bovini.

Finalmente possiamo iniziare l’anno con una buona notizia. Le norme che mettono al bando l’uso di microplastiche nei cosmetici sono state inserite in un emendamento della legge finanziaria. Questo emendamento sancisce, a partire dal 2019, lo stop ai cotton-fioc non biodegradabili e introduce dal 2020 il divieto di produrre e mettere in commercio cosmetici contenenti microplastiche, che, come abbiamo fatto notare su queste pagine, costituiscono un problema ambientale sempre più grave.

La Polistes dominula è uno degli imenotteri aculeati sociali, appartenente alla famiglia dei vespidi, maggiormente diffuso nel continente europeo, Italia inclusa. Sebbene il nome comune di "vespa cartonaia" sia solitamente associato a questa specie, in realtà non è identificativo più di tanto, poiché quasi tutti i vespidi costruiscono nidi che sembrano fatti di "cartone".

Il fisico inglese William Thompson, meglio conosciuto come Lord Kelvin, da cui ha preso il nome la scala Kelvin delle temperature, diceva "Ogni qual volta vi è possibile misurare ed esprimere per mezzo di numeri l’argomento di cui state parlando, voi conoscete effettivamente qualcosa. Quando ciò non vi è possibile, o non ne siete capaci, la vostra conoscenza è, da un punto di vista scientifico, scarsa o insoddisfacente."

Corpo e zampe posteriori da leone, zampe anteriori, ali e testa da aquila. Questa, in linea di massima, la descrizione della creatura mitologica che prende il nome di grifone. Mitologia a parte, anche in natura esiste un animale col nome di grifone. Tale animale è un uccello facente parte della famiglia degli accipitridi (i rapaci diurni) e, ovviamente, ha ben poco in comune con la leggendaria creatura ibrida felino/rapace.

Il proverbio che recita "l’abito non fa il monaco" si adatta alla perfezione alla sesia apiforme (Sesia apiformis), chiamata in inglese "falena calabrone" (hornet moth). Questo insetto, appartenente all’ordine dei lepidotteri (falene e farfalle), è nell’aspetto, ma solo in quello, molto simile ad un vespide dotato di aculeo velenoso. Essa rappresenta un lampante esempio di mimetismo batesiano, mimetismo adottato da animali innocui che hanno forme e colori analoghi a specie aposematiche pericolose in modo da ingannare e dissuadere i potenziali predatori.

Non cerchiamo il pelo nell’uovo anche perché... potremmo trovarlo veramente! Forse direte che siamo fin troppo zelanti nella nostra ricerca, ma ultimamente tutta una serie di studi incominciano a prospettare un nuovo tipo di inquinamento, proveniente nientemeno che dalle nostre case, quello dovuto alle microfibre sintetiche usate nei nostri vestiti, nelle nostre coperte, tappeti e cosi via.

La vedova nera mediterranea (Latrodectus tredecimguttatus), conosciuta anche come malmignatta, è un ragno nostrano strettamente imparentato con la temuta vedova nera americana (Latrodectus mactans). Fortunatamente il suo veleno è meno tossico rispetto alla "parente americana", ma può comunque risultare pericoloso, soprattutto se inoculato in bambini (peso corporeo ridotto) o in persone debilitate/anziane.

La renna (Rangifer tarandus) è un animale ben conosciuto nell’immaginario di tutti (o quasi), infatti, secondo le tradizioni natalizie occidentali, la slitta piena di doni di Babbo Natale è trainata da otto renne volanti. Ovviamente le capacità di volo sono frutto di pura fantasia, tuttavia le renne risultano essere effettivamente ottimi animali da traino, tanto che ancora oggi in Lapponia vengono usate con i pulk, le tradizionali slitte scandinave.