SOS CLIMA

È ufficiale, nel 2018 entriamo nel mondo "ad oltre 400 ppm". La nostra specie ha bruciato abbastanza combustibili fossili da spingere la CO2 a superare le 400 parti per milione nell’atmosfera. Per 200 mila anni siamo vissuti in un pianeta la cui atmosfera oscillava fra 170 e 280 ppm, poi boom! Oggi le concentrazioni aumentano di più di due ppm l’anno, in barba a tutti gli accordi!

La stagione degli uragani non è ancora finita, solitamente si conclude verso la fine di novembre, tuttavia possiamo tirare giù qualche dato che avvalora il fenomeno del riscaldamento globale del pianeta. Di fatto siamo già nel guinness dei primati, infatti se non dovessero arrivare altri violenti fenomeni meteo, come appunto gli uragani, avremmo già superato di molto la media, sia per numero che per intensità delle tempeste tropicali e degli uragani.

Le cause, come abbiamo più volte trattato, vanno imputate soprattutto all’aumento dei gas serra in atmosfera, dai 280 ppm di CO2 all’inizio dell’era industrializzata, oggi siamo arrivati a circa 408 ppm. Una concentrazione impressionante che determina su tutto il globo ripercussioni meteoclimatiche rilevanti. Ciò è anche la causa della situazione climatica anomala di questa estate che ha determinato punte di caldo record in Italia, ma anche in Spagna e in Grecia.

I cambiamenti climatici stanno pesando sugli Stati Uniti, le temperature sono in aumento ed è tutta colpa dell'uomo. Così gli scienziati di 13 agenzie federali americane, come riportato sul New York Times (che ne ha ottenuto una copia riservata e fatta trapelare per paura che gli scienziati vengano messi a tacere), si stanno schierando contro il Presidente Trump che da sempre nega gli effetti del riscaldamento globale sulla Terra.

Cari amici di Accademia Kronos, qualche settimana fa, tra luglio e agosto, con l’amico Manuel Obregon, ex ministro della cultura di Costa Rica, nonché musicista di livello internazionale, siamo andati a visitare una serie di ghiacciai alpini (Adamello, Bernina e Stelvio). Purtroppo la situazione è subito risultata drammatica, rispetto a solo 20 anni fa i ghiacciai si sono ritirati di decine di metri e a volte di centinaia come si possono vedere dalle immagini fotografiche allegate. Da tutti i ghiacciai scendono torrenti di acqua di fusione.