a cura di Filippo Mariani

Il problema degli incendi boschivi in Italia fu affrontato con una certa decisione politica e da parte dei mass media già negli anni ’70, dove allora Kronos 1991 (oggi Accademia Kronos) iniziava ad organizzare i primi campi antincendio volontari in Italia e, con un gruppo di Forestali, a raccogliere in Italia le firme per una legge popolare sulla prevenzione e lotta agli incendi boschivi.

Sull’onda di questa volontà nel dire basta al flagello degli incendi di bosco estivi, a cavallo degli anni ’70 e ’80, cominciarono a nascere in Italia, finanziate dalle varie regioni, le prime torrette antincendio aventi lo scopo di monitorare vaste aree boscate e gestire interventi rapidi la dove si avvistavano focolai d’incendio. A presiedere queste torrette per l’80% c’erano i volontari , non pagati, ma motivati da un profondo sentimento ambientalista.

Poi l’affare antincendio boschivo cominciò a diventare un fatto appetibile sia economicamente che come immagine per i politici “ambientalisti” di allora: nacquero così i nuclei della protezione civile, le cooperative di tutela del territorio, gli operai-forestali di alcuni comuni. Il volontariato, quello puro, dovette lasciare spazio ai “professionisti” dell’antincendio. E le torrette di avvistamento? In gran parte finirono nell’abbandono o completamente dismesse.

Fino all’altro giorno alcuni personaggi, i cosiddetti professionisti dell’antincendio, affermavano: “Perché soffrire al caldo dell’estate su quelle torrette infuocate, quando dalla nostra base cittadina climatizzata tramite i monitor possiamo senza stress verificare se c’è qualche incendio? Se poi sul luogo del fuoco ci arriviamo dopo una buona mezz’ora e ormai non possiamo fare più niente per bloccare l’incendio, nessun problema! Abbiamo sempre i canadair…
Bene, sulla base di questa “filosofia” abbiamo visto cosa è accaduto e sta ancora accadendo al nostro già fragile patrimonio boschivo, quindi , ci chiediamo, perché non tornare ad organizzare aree a rischio incendio con avvistamento sulle torrette e squadre già sul territorio pronte ad intervenire entro la prima mezz’ora del fuoco, come facevamo noi di AK (allora Kronos 1991) negli anni passati?

Con una buona campagna di sensibilizzazione, come accadde negli anni ’70, e coinvolgendo soprattutto i volontari forse per i prossimi anni potremmo salvare qualche bosco in più!

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Stiamo assistendo al declino di tutti i modelli di società che dal dopoguerra ad oggi hanno cercato di governare il mondo. Con la caduta del muro di Berlino abbiamo assistito alla fine del modello comunista ed oggi avvertiamo la fine del capitalismo. Sono sotto gli occhi di tutti le evidenti "crepe" che stanno per far crollare tutta l’impalcatura costruita da una società che ha puntato fortemente sul profitto di pochi a danno dei tanti e sulla "rapina e distruzione" dell'Ambiente.

Proseguono i controlli da parte dei militari del Comando Stazione Carabinieri di Borgo Carillia e del Nucleo Provinciale Guardie Ambientali Accademia Kronos presso le aziende zootecniche, al fine di accertare la corretta gestione degli effluenti zootecnici e le modalità di smaltimento dei rifiuti prodotti.

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Comments

  • Franco Taccia 15 settembre 2017 at 10:51

    Aggiungo che l’esercito e’ dotato di cannocchiali telescopici che permettono di individuare anche il numero di scarpa di chi ha appicato il fuoco.

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