a cura del Prof. Luigi Campanella

Per gli scienziati “non esiste alcuna prova evidente dell’esistenza delle Scie chimiche” Questo il risultato di una lunga indagine pubblicata sulla rivista scientifica Environmental Research Letters, in cui i ricercatori della University of California Irvine affermano che le “scie chimiche” rilasciate dagli aerei sarebbero semplici fenomeni chimici e fisici collegati al rilascio di vapore acqueo e non composti chimici e biologici diffusi per un qualche oscuro programma segreto dei governi mondiali.

Il fenomeno viene cioè causato dalla condensazione del residuo della combustione dei veivoli.

Lo studio si è concentrato sulle analisi condotte da 77 ricercatori divisi in due gruppi: da una parte esperti di chimica dell’atmosfera con competenze legate alle scie di condensazione e dall’altra geochimici che lavorano sulla deposizione atmosferica di polvere e inquinanti. Nella prima fase dovevano dichiarare se nelle loro ricerche avessero mai riscontrato segnali riconducibili a “manipolazioni” volontarie. 76 hanno risposto negativamente. Solo uno ha affermato di aver rilevato – in un unico caso – un livello eccessivo di bario un elemento assente nel terreno della zona sottostante alla scia.

Nella seconda parte di test, agli studiosi sono state mostrate quattro foto, quelle considerate come le prove definitive dell’esistenza delle scie. Unanime il responso degli intervistati: tutte le foto potevano essere spiegate con il fenomeno della condensazione del vapore acqueo intorno ai residui della combustione degli aerei. Anche l’immagine più famosa, in cui è ritratta una scia “intermittente”, per il 100% degli intervistati può essere spiegata con il passaggio dell’aereo da una zona più umida a una più secca, con la scia che quindi si dissipa più velocemente.

“Se è vero che le scie chimiche non esistono, come mai se ne vedono così tante negli ultimi anni?” Domanda – legittima – a cui risponde Ken Caldeira, uno degli autori dello studio: “Ce ne sono di più semplicemente perché sono aumentati gli aerei, ma probabilmente sono più persistenti per effetto dei cambiamenti climatici”.

Articoli correlati

Il colibrì di Elena (Mellisuga helenae), endemico di ciò che rimane delle foreste di Cuba e purtroppo inserito nell’elenco delle specie in via d’estinzione (proprio a causa dei disboscamenti) è il volatile più piccolo del mondo. Pensate che a Cuba è comunemente soprannominato il "colibrì ape", infatti il maschio misura circa 5,5 cm mentre la femmina poco più, 6,12 cm.

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.