CIAO GIORGIO

Giorni fa ci ha lasciato il prof. Giorgio Nebbia, uno dei primi grandi ambientalisti italiani. Come Kronos condividemmo insieme la campagna contro il nucleare e, già negli anni ’80, affrontammo, sempre insieme, il problema del riscaldamento globale che allora chiamavamo “Global Warming”. Capisaldi sulla questione della distruzione dell’ambiente sono innumerevoli i suoi scritti, molti dei quali raccolti in diverse pubblicazioni.

Ultimamente, quando la malattia lo aveva fortemente debilitato, in un fugace scambio di email, aveva espresso l’amarezza che dal primo summit ambientale degli anni ’70 ad oggi, poco o niente di serio per salvare il pianeta era stato fatto: solo parole, maree di scritti, qualche blando intervento legislativo e nulla più.

Significativo è l’ultimo messaggio online inviato ad un suo caro amico, il giornalista scientifico Ugo Leone, che gentilmente ci ha autorizzato a pubblicare: “Caro Ugo, grazie per questo nuovo intervento. La cosa più buffa – si fa per dire – è che le stesse cose sono ripetute da mezzo secolo. Ricordo le campagne di Italia Nostra sull’aria delle città. Come risultato il parco automobilistico è aumentato di quattro volte. I governanti, nazionali e locali, leggono (forse) articoli come i tuoi ma al più inaugurano una pista ciclabile dove non passa nessuno. Sono così vecchio che non credo in nessun miglioramento a meno di una profonda e dolorosa crisi che colpirebbe le persone più deboli. Un abbraccio Giorgio”.

Non pensiamo d’aggiungere altro, ma salutiamo il nostro caro collega di lotte ambientaliste, tenendo sempre a mente le sue preziose riflessioni legate all’amore della vita su questa Terra.

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