Cinque punti per spiegare le prove del surriscaldamento globale

Cinque punti per spiegare le prove del surriscaldamento globale

a cura di Nicolas Lozito (LA STAMPA)

La scorsa settimana l’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite ha annunciato che il 2016 sarà l’anno più caldo di sempre. Mai sul pianeta Terra sono state raggiunte queste temperature: più 1,2 gradi centigradi rispetto alla media. L’annuncio è arrivato durante la conferenza sul clima di Marrakech, a un anno dagli importanti accordi di Parigi, firmati da 196 Paesi, ma ancora da ratificare da molti parlamenti. I motivi del surriscaldamento globale sono tanti: i gas serra, la deforestazione, l’allevamento intensivo e in generale lo sfruttamento delle risorse naturali che hanno innescato rapidi cambiamenti sul nostro pianeta.
Un problema serio, attuale e indiscutibile. Però ancora oggi c’è chi lo considera una teoria opinabile. Ultimo esempio, ma più importante, il presidente eletto degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, che durate la campagna elettorale ha definito il surriscaldamento globale “una bufala inventata dai cinesi per ridurre la concorrenza“.

Con questi punti facciamo chiarezza sul cambiamento climatico e sulle sue conseguenze: la fusione dei ghiacci, l’innalzamento del livello del mare e, infine, persino sul numero di sfollati.

1. La temperatura sta salendo, velocemente
I 10 anni più caldi degli ultimi secoli sono tutti stati registrati dopo il 1998. Significa che “il 2016 è l’anno più caldo di sempre” e la temperature sono salite sempre più velocemente negli scorsi anni. A causa dell’inquinamento e dei gas serra il sole viene filtrato di meno e il calore è trattenuto all’interno dell’atmosfera. L’aumento medio della temperatura è di 1,2 gradi (era di 0,86 nel 2015) rispetto alla media del periodo 1961-80, usata dai ricercatori come valore di riferimento. Il valore non è uniforme su tutto il pianeta: alcuni punti, in particolare nella parte più a nord dell’emisfero boreale, registrano un aumento di 4-5 gradi.

2. I ghiacci si stanno fondendo, ancora più velocemente
La superficie ghiacciata del pianeta è fondamentale per due ragioni: primo, riflette come uno specchio i raggi solari, non assorbendo quindi tutta l’energia che riceve (come mettere un parasole sui vetri dell’auto); secondo, è una risorsa di acqua fredda quando i ghiacciai e le nevi non perenni si sciolgono in primavera. Sciogliendosi a ritmi maggiori aumenta la superficie di acqua, che assorbe più calore (come avere un auto dalla carrozzeria scura). La maggior parte di superficie ghiacciata è nell’emisfero boreale, in particolare al Polo Nord. È lì che i ghiacci si stanno sciogliendo più rapidamente.

3. L’acqua si sta alzando, e si alzerà ancora
Nel Novecento l’innalzamento del livello del mare è stato più veloce dei precedenti 27 secoli e con il nuovo millennio le acque salgono ancora più rapidamente. In altri 100 anni, poi, potremmo trovare alcune località costiere sommerse. L’Istituto di Fisica di Londra ha mappato più di 130 patrimoni dell’Unesco a rischio allagamento in un futuro che va dai 100 a 1000 anni a seconda dell’aumento della temperatura (dalla Statua della libertà all’Opera House di Sidney). In Italia Venezia andrebbe sott’acqua, ma non sarebbe la sola: Napoli, alcune coste sarde e siciliane e una parte di Toscana.

4. Lo dice la comunità scientifica
Gli scienziati sono tutti d’accordo sulla causa del riscaldamento globale: l’uomo. Negli scorsi anni sono state diffuse teorie differenti sull’esistenza del fenomeno e sulle sue origini. Politici, opinionisti e blogger hanno parlato di complotto o di cause naturali. È da decenni però che la comunità scientifica porta dati e prove sul tema e sono sempre meno i ricercatori a dissociarsi. In tutto il 2013, ultimo anno analizzato, delle più di 3.000 pubblicazioni scientifiche verificate, solo una non attribuiva all’uomo la causa del riscaldamento globale.

5. È peggio della “guerra”
Negli scorsi otto anni 203 milioni di persone hanno dovuto spostarsi dal posto dove vivevano per colpa di siccità, alluvioni e uragani. La maggior parte di loro veniva da Paesi in via di sviluppo, e in alcuni casi sono stati costretti a rifugiarsi in paesi vicino o a emigrare nel mondo occidentale. I migranti che arrivano in Italia non scappano solo dalle guerre. Le Nazioni unite hanno registrato un numero sempre maggiore di sfollati per cause ambientali e nel 2015 il loro numero era più del doppio degli sfollati per conflitti e violenze. Un numero enorme, un terzo dell’intera popolazione italiana e un flusso continuo: in media ogni giorno ci sono 52.000 mila sfollati. Come gli abitanti di una città italiana di medie dimensioni che scappa in fuga in un pianeta sempre più caldo, fragile e pericoloso.

Dati: NASA, GISS, UN, UNHCR, Climate Central, IOP, James Lawrence Powell.

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