E’ esatto parlare di un ciclone tropicale tra la Sicilia e la Calabria? Forse si è esagerato un po’…

Nient’affatto! Forse potrà essere una novità per molti, ma ormai il bacino del Mediterraneo è menzionato tra la categoria dei bacini subtropicali. Quindi parlare di un ciclone dalle caratteristiche tropicali è esatto. Ma come si forma un ciclone? Ne abbiamo parlato altre volte, ma lo ripetiamo per chi non lo sapesse: se la superficie del mare supera i 26°C si può innescare un processo di forte evaporazione che produce corpi nuvolosi imponenti carichi di umidità, un po’ quando vediamo nascere un temporale con la formazione di nubi convettive. L’aria calda sale e quella più fredda e più pesante scende a prendere il posto degli spazi lasciati liberi dall’aria calda in salita. Si crea così uno squilibrio termodinamico che a secondo dell’apporto di altra energia, portata da nuovi fronti temporaleschi, può generare un vero e proprio ciclone. Quello che è accaduto sul mare che interessa le nostre estreme regioni meridionali è proprio questo. Va detto che ad ottobre inoltrato la temperatura del Mediterraneo meridionale era di 26/27° C. poi è arrivata la perturbazione che da nord a sud ha flagellato l’Italia per dare vita al fenomeno che abbiamo descritto.
Succederà ancora? Certamente si, ma non possiamo dire dove e quando, c’è solo da considerare che grazie al riscaldamento globale del pianeta e di conseguenza dei nostri mari, cicloni, tornado ed altri fenomeni meteo violenti non saranno più casi sporadici, ma probabili e continui.


 

Roma: Allarme esagerato… niente “bombe d’acqua” !

Duemila anni fa gli abitanti dell’Urbe solevano dire “Abundans cautela non nocet” ( L’eccessiva precauzione non guasta ). Le “tremende” bombe d’acqua previste dalla Protezione Civile non ci sono state, solo un po’ più di pioggia che, comunque, ha creato qualche disagio. Sicuramente c’è stata un’esagerazione nelle previsioni, ma dati i fatti precedenti, vedi Genova, è meglio gridare “al lupo” quando si teme possa arrivare, che non dire nulla quando “il lupo” è già arrivato.

Alluvione a Vicenza 2010

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Si è corso il rischio di un clamoroso flop, viste le posizioni rigide di alcuni , vedi la Polonia che sul carbone, che rappresenta la sua primaria fonte d’energia, non intende discuterne o di alcuni altri Stati scettici rispetto al grido d’allarme degli scienziati. I lavori a causa di queste posizioni e incertezze si sono allungati oltre il previsto, infatti invece di venerdì 14 si sono conclusi il giorno dopo alle 22,20.

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