Climatologi e fisici dell’atmosfera temono che il punto di non ritorno per la concentrazione di CO2 nella biosfera sia stato superato. Quindi il 2016 segnerebbe l’ingresso in una “nuova fase” del clima terrestre, certamente non troppo benevola per l’umanità. Il mare continuerebbe a salire fino a sommergere tra qualche decennio città costiere, le temperature ad aumentare fino a produrre catastrofiche siccità, gran parte delle foreste pluviali potrebbero seccarsi e piogge torrenziali mandare sott’acqua città e campagne… e poi inevitabili invasioni di insetti distruttori delle coltivazioni e portatori di malattie, ecc. ecc.

Un quadro allarmante su cui purtroppo, secondo gli scienziati, ormai non ci resta che adattarci. Infatti si è messo in moto un “volano” termodinamico che si autoalimenta. Volendo quindi bloccare tutte le emissioni di gas serra in atmosfera (fantascienza!) non riusciremmo più ad evitare l’aumento della temperatura a + 2°C ed oltre. Infatti gli oltre 400 ppm di CO2, che abbiamo contribuito a mettere in atmosfera, per scendere su valori di 30 o 50 anni fa impiegherebbero più di un secolo!

E allora? Una vecchia battuta popolare dice: “Hai voluto la bicicletta, e allora pedala!” . E noi, semplici mortali, rispondiamo: – Questa società inquinante e devastante per l’ambiente naturale, non l’abbiamo voluta noi, ce l’hanno, almeno in parte, imposta, ciò nonostante dobbiamo pagarne le conseguenze… comunque continueremo a pedalare…

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La rituale disamina della stima delle temperature medie globali dell’anno passato, mediante l’analisi dei dati grezzi e grigliati, mostra come il 2017 non abbia battuto il record stabilito un anno prima dal 2016, ma ci sia andato comunque molto vicino. Infatti, nella classifica degli anni più caldi, il 2017 si colloca al secondo posto sopra il 2015, con valore di anomalia, + 0,51o °C rispetto al periodo 1981-2010, +1o °C rispetto all’inizio del secolo.

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