a cura del Prof. Luigi Campanella

Copiando Caravaggio, il maestro del Barocco, questo writer è diventato famoso nel mondo. “Il mio sogno? Un museo a cielo aperto” dice Ravo, al secolo Andrea Mattoni, street artist assai singolare, salito all’onore delle cronache perché sui muri cittadini riproduce – con incredibile fedeltà e perizia da dieci e lode – quadri di autore classici, con una spiccata predilezione per Caravaggio.

Spero di invogliare la gente, soprattutto i giovani, ad avvicinarsi all’arte, al classicismo, usando come ponte un linguaggio moderno, accessibile a tutti“.
Per questo la scelta delle bombolette, che da anni aveva abbandonato: “Ho smesso di fare graffiti quando sono entrato a Brera: ho avuto una specie di rifiuto, ero troppo preso da tecniche più classiche, come l’olio e l’acrilico. Ho ricominciato in seguito, quando mi sono reso conto dei passi da gigante fatti nel mondo degli spray“.

Oggi esiste una gamma di ben 180 colori, molto più vasta che un tempo. Dieci anni fa sarebbe stato impossibile dipingere un Caravaggio, cogliere le sfumature delle sue opere, riprodurre i giochi di luce. Oggi si può fare (con la dovute capacità artistiche).

Ci metto anche quattro-cinque giorni a finire un dipinto” spiega. “Prima disegno i contorni con la bomboletta, come se facessi una traccia a matita. Poi coloro con la bomboletta“. Una domanda da chimico: ma il particolato prodotto dalla bomboletta non rischia di intossicare l’artista?

Ravo-Caravaggio

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