La comparsa di questo nuovo virus (coronavirus), che sembrerebbe molto aggressivo, come a suo tempo fu il virus della SARS, sta mettendo nel panico gli istituti sanitari di tutto il mondo e non solo.

Da ciò scaturiscono due riflessioni: la prima che gli scienziati potrebbero sapere molto di più sulla potenziale pericolosità di questo nuovo virus di quanto ci viene detto dai mass media e che appositamente ci tengono nascosto, la seconda è che ancora una volta si mette in evidenza la fragilità e l’impotenza dell’essere umano nel momento in cui la Natura decide di intervenire pesantemente contro di noi.
Forse questo non è il caso, ma bisogna ricordare che in natura esiste il “feedback“, ossia la dove si interviene e si modifica o si rompe un preesistente equilibrio stabile, questo tenderà a ricomporsi dando risposte anche diverse e inaspettate.

Per tutto questo vale un esempio clamoroso accaduto molti anni fa in Africa centrale dove, all’interno di una foresta era presente tra i gorilla il virus dell’Ebola, ma che risultava isolato poiché contrastato da altri organismi (quindi lontano dall’aggredire gli umani). Poi, però, quella porzione di foresta fu incendiata per far spazio a campi coltivabili e così il virus dell’Ebola, non più circoscritto a quell’area boscata, sconfinò diffondendosi drammaticamente in tutti i vicini villaggi.

Stiamo comunque a seguire gli sviluppi di quella che si teme una nuova possibile pandemia, e intanto forniamo qualche informazione in più e qualche consiglio qualora questo virus non si riuscisse a fermare a breve.
I coronavirus si trasmettono da una persona infetta ad un’altra attraverso: la saliva, tossendo e starnutendo; contatti diretti personali (come toccare o stringere la mano e portarla alle mucose); toccando prima un oggetto o una superficie contaminati dal virus da poco e poi portandosi le mani (non ancora lavate) sulla bocca, sul naso o sugli occhi.

Al momento non esistono trattamenti specifici per le infezioni causate dai coronavirus e non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus. La maggior parte delle persone infette guarisce spontaneamente.

Tuttavia, spiega l’Istituto superiore della sanità, è possibile ridurre il rischio di infezione seguendo alcuni accorgimenti: lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con soluzioni alcoliche; starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso; utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso; evitare di toccare gli occhi, il naso o la bocca con mani non lavate; evitare contatti ravvicinati con persone che sono malate o che mostrino sintomi di malattie respiratorie (come tosse e starnuti); rimanere a casa se si hanno sintomi; fare attenzione alle pratiche alimentari (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate); pulire e disinfettare oggetti e superfici che possono essere state contaminate.

Dobbiamo preoccuparci? Per il momento no, sostiene il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, tutto comunque sta nell’evoluzione dei prossimi giorni.

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Dear environmental friends, the whole world and our Europe are experiencing a difficult time, which is putting this economic model in crisis, with profound repercussions on the life of each of us. Many people are confused and worried about this pandemic, they fear for the health of themselves and their loved ones.

Cari amici ambientalisti il Mondo intero e la nostra Europa stanno vivendo un momento difficile, che sta mettendo in crisi questo modello economico, con profonde ripercussioni sulla vita di ognuno di noi. Moltissime sono le persone confuse e preoccupate da questa pandemia, temono per la salute propria e dei loro cari.

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