Articolo di Gabriele La Malfa

Running

Secondo recenti studi (Dan Lieberman, biologo dell’evoluzione della Harvard University) l’anatomia umana si sarebbe sviluppata sotto la pressione e lo stimolo indotto da un’attività di corsa, necessaria ai nostri antenati per competere con gli altri predatori nell’approvvigionamento di cibo in ambienti come la savana*. In particolare la corsa su lunghe distanze avrebbe stimolato la differenziazione dello scheletro e dei complessi muscolari umani, a partire dai nostri progenitori Australopitechi. Esempi di alcuni adattamenti anatomici/fisici sono i tendini elastici e i corti avambracci.
A sostegno di questa tesi c’è anche la piacevole sensazione di benessere ed euforia che si prova in seguito all’esercizio aerobico. Tale sensazione si verifica quando alcune sostanze chimiche naturali, dette endocannabinoidi**, attivano una parte del cervello associata col senso di benessere. Evolutivamente parlando il meccanismo costituirebbe una sorta di “premio neurologico” (feedback positivo) avente lo scopo di invogliare il ripetersi di quel comportamento. Facile intuire il “vantaggio evolutivo”, rappresentato dalle maggiori possibilità di sopravvivere e di riprodursi legate allo sviluppo dell’attività della corsa.
Una squadra di ricercatori , guidata da David Raichlen della University of Arizona, ha dimostrato che la corsa e i suoi piacevoli effetti sono connaturati in più animali particolarmente attivi. Lo studio fu effettuato prendendo in esame due specie particolarmente propense alla corsa (uomini e cani) e una specie che non lo è (il furetto).
La squadra raccolse i campioni di sangue di dieci uomini, otto cani e otto furetti, prima e dopo averli fatti correre su un tapis roulant per 30 minuti circa.
Le analisi rivelarono che nel sangue di uomini e cani era aumentato il livello di anandamide (un tipo di endocannabinoide**), al contrario nel sangue dei furetti non si notavano cambiamenti di alcun tipo.
In aggiunta ai soggetti umani venne fornito un questionario per la valutazione dell’umore, e tutti affermarono di sentirsi meglio dopo l’esercizio fisico (tra l’altro questo miglioramento dell’umore era direttamente proporzionale all’aumento del livello di anandamide nel sangue).
I risultati dell’esperimento quindi confermarono l’ipotesi che alcune specie (tra cui l’uomo) trovano nella corsa una sensazione di benessere innata , cosa che invece non accade per altre specie.
Sebbene oggi, fortunatamente, la maggior parte delle persone non siano più costrette a inseguire la propria cena o a scappare per non diventarlo, correre comporta ancora una serie di indubbi benefici. La nostra fisiologia si è evoluta in modo tale da renderci creature attive, quindi la nostra salute mentale, cardiovascolare e metabolica dipende dall’esercizio fisico, soprattutto da quello aerobico.

*Circa 7-8 milioni di anni la grande foresta pluviale dell’Africa orientale cominciò a seccarsi e a trasformarsi progressivamente in savana. Questo probabilmente a causa della tettonica delle placche, che aprì una profonda faglia, da nord a sud, nella parte orientale del continente Africano. Oggi questa spaccatura, lunga più di 3000 chilometri, viene chiamata Rift Valley. Conseguenza della sua apertura fu un completo cambiamento del regime dei venti nella parte ad est della Rift, la temperatura si innalzò il clima si fece più secco e la fitta foresta pluviale lasciò il posto lentamente, ma inesorabilmente, alla savana (logicamente tale processo di trasformazione avvenne in milioni di anni).
**Semplificando, gli endocannabinoidi sono una classe di lipidi bioattivi (prodotti dal corpo in particolari condizioni) che hanno la capacità di legarsi ai recettori cannabinoidi e quindi di interagire col sistema nervoso centrale. Quasi una sorta di “marijuana naturale”.

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In piena pandemia, all’inizio della seconda ondata con aumenti esponenziali dei casi positivi soprattutto in Europa, con valori che oscillano tra i 10.000 e 30.000 positivi al giorno, in attesa di un vaccino sicuro ed efficace, l’unica arma che ci permetterà di sopravvivere al virus, senza subire danni al nostro stato di salute, come già detto in articoli precedenti, è quello di rinforzare il nostro sistema immunitario.

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