Dall’analisi dei nostri capelli si può capire se siamo in salute o no

Dall’analisi dei nostri capelli si può capire se siamo in salute o no

a cura del Prof. Luigi Campanella

L’analisi dei capelli negli USA viene eseguita da 25 anni. Il capello è un organo di secrezione dell’organismo e può dare chiarimenti su disturbi d’alimentazione o su malattie metaboliche. I capelli sono collegati con le radici al circuito metabolico e assorbono come altre cellule corporee, una parte delle sostanze trasportate. Le cellule del capello vengono spinte fuori dalla radice, si induriscono, e fissano le sostanze assorbite.

Il dott. Jurgen Juchheim, medico di medicina generale e di medicina naturale a Monaco di Baviera, ha scoperto tante connessioni tra ambiente, alimentazione e salute.
Katja Akerberg, direttrice di un laboratorio privato tedesco per analisi di capelli, ritiene, in seguito ai suoi numerosi studi sui capelli, che si riconoscono dei modelli-minerali ripetitivi, cui assegna un comportamento psicosociale. Lei differenzia tre tipi di metabolismo: Il “bruciatore lento” (svogliato, stanco, spossato, senza iniziativa), il “bruciatore veloce” (imperativo, nervoso, pauroso, ansioso) e il “bruciatore misto” (lunatico, stanco, depressivo).

Tutte le cellule corporee hanno bisogno non solo di vitamine ed enzimi, ma anche di sostanze minerali ed oligoelementi, la cui importanza per molto tempo fu sottovalutata da medici, biologici e da scienziati dell’alimentazione.
La differenza tra sostanze minerali ed oligoelementi sta nella dose giornaliera occorrente. Per sostanze minerali come il calcio, potassio, magnesio e zinco il corpo umano ne richiede quantità considerevoli. Se venissero a mancare dai 100 ai 300 milligrammi di potassio, la nostra pelle sarebbe secca, la digestione non funzionerebbe, insonnia e nervosismo sarebbero evidenti. Gli oligoelementi sono anch’essi minerali, ma richieste dal nostro corpo in quantità minime. Il disturbo del bilancio dei minerali comporta una condizione di stress. Nel sangue, spesso questo “stress” non è visibile. L’organismo può compensare queste mancanze per tanto tempo, riducendo le riserve accumulate, come una certa mancanza di ferro dal fegato e muscoli.

“L’analisi dei capelli offre una possibilità di diagnosticare in uno stadio prematuro lo squilibrio dei minerali, perciò l’analisi dei capelli è un ottimo strumento di medicina preventiva e non per ultimo concorre nel diminuire i costi sulla salute”.

Gli esperti sono concordi sul fatto che questo metodo non può sostituire i metodi d’analisi finora utilizzati, ma dovrebbe essere usato come tecnica diagnostica complementare, cosicché nella valutazione dei tanti “diffusi aspetti di malattie” potrebbero essere ottenuti nuovi punti di vista e nuove conoscenze.

Come funziona il principio dell’analisi dei capelli? I capelli nella parte posteriore della testa e della nuca devono essere tagliati il più vicino possibile al cuoio capelluto. Non dovrebbero essere più lunghi di 3 centimetri. Un grammo di capelli basta, corrisponde ad un ciuffo di capelli del volume di una matita. Poi i capelli vengono messi in un modulo d’analisi, che contiene le domande sull’età, sesso del paziente e colore dei capelli, gestito da un lab specializzato ed attrezzato. Nel laboratorio i capelli vengono preparati con un procedimento speciale, vengono lavati e poi asciugati bene, e sciolti in acido, fino a disintegrarsi. Il metodo di analisi comunemente applicato è la Spettrografia di assorbimento atomico (AAS) con la quale vengono accertate le sostanze minerali, gli oligoelementi e i metalli pesanti tossici.

Se l’analisi dei capelli offre così tanti vantaggi, perché non viene usata già da tempo come un comune e riconosciuto mezzo di diagnosi? Questo dipende da alcune questioni ancora non chiarite, prima fra tutte la mancanza di valori di riferimento. Così ancora non è chiaro quanto i prodotti di cura per i capelli influiscano sul contenuto dei minerali del capello.

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