a cura del Prof. Luigi Campanella

Dalle alghe geneticamente modificate (GE) la promessa per produrre cibo, carburanti e altri prodotti a valore senza impattare sull’ambiente. Grazie all’ingegneria genetica, infatti, gli scienziati possono sviluppare alghe che crescono più velocemente e prevenire batteri mortali. Oppure, possono essere ingegnerizzate per essere più nutrienti, e quindi consumate sia da animali che da persone. Un progetto ardito ancora in divenire e per il quale sono necessari accertamenti, soprattutto per quanto riguarda la coltivazione delle GE su larga scala e lungo termine (in termini di stabilità dei fenotipi e di eventuali rischi ecologici).

A tal proposito, è stato condotto un primo esperimento sancito dall’US Environmental Protection Agency (EPA) con l’obbiettivo di comprendere e monitorare lo sviluppo delle alghe GE nelle coltivazioni all’aperto.
L’acutodesmus dimorphus è stata ingegnerizzata geneticamente attraverso l’aggiunta di due geni – uno per la biosintesi degli acidi grassi e uno per facilitare l’espressione della proteina ricombinante verde fluorescente (GFP). Entrambi i geni e i relativi fenotipi associati sono rimasti inalterati durante i cinquanta giorni di coltivazione all’aperto senza contaminare l’ecosistema nativo.

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