Comunque la si pensi in merito al referendum è necessario andare a votare. A noi “poveri italiani” ci è rimasta solo la libertà di poter esprimere il voto. Purtroppo qualcuno sta tentando di “negarci” questo nostro diritto costituzionale. Alcuni parlamentari, anche facenti parte della maggioranza di governo, ci consigliano di astenerci per il referendum di domenica prossima. Secondo noi questo è un modo, sottile ma efficace, per far si che in futuro sempre più siano altri a decidere per noi.

Non andare a votare, quindi, vorrà dire accettare supinamente che tra non molto tempo scelte importanti per il nostro futuro saranno decise da altri.

Se poi si riuscisse a far passare il SI, sarà un forte segnale per molti nostri politici, soprattutto a quelli che avevano firmato a Parigi il documento per la mitigazione climatica: non è col pompare poche gocce sporche di petrolio dal nostro mare che si blocca il riscaldamento globale della Terra, ma solo con la ricerca e l’utilizzazione di energie pulite e rinnovabili, di cui, paradossalmente, gli stessi emirati arabi (produttori mondiali di petrolio) da qualche anno si stanno fortemente attrezzando. Domenica 17, quindi, andiamo tutti a votare!

ATTENZIONE

Accademia Kronos si rivolge alla Magistratura per segnalare che l’invito all’astensione, da parte di pubblici ufficiali, parlamentari e membri del Governo, viola due articoli di legge: l’articolo 98 del DPR 361/1957 sulle elezioni e l’articolo 51 comma 2 della legge n. 352 del 25/05/1970 che disciplina i referendum.
Questi articoli recitano che “è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 600.000 a 4 milioni di lire, il pubblico ufficiale e comunque chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile che, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera, fra l’altro, ad indurre gli elettori all’ astensione”.

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