Cometa Lovejoy

La tanto attesa cometa Ison, che avrebbe dovuto illuminare i nostri cieli per tutto dicembre, è stata consumata dal Sole, infatti nel suo perielio intorno alla nostra Stella non è riuscita a sopravvivere al grande calore, così si è disciolta completamente. Peccato… gli astronomi che seguivano Ison da più di un anno ci avevano preparati al più grande spettacolo nei nostri cieli dall’ultima grande cometa dell’ottobre 1858 ( la Cometa di Donati ) che illuminò i cieli dell’emisfero nord del pianeta. Cometa quest’ultima che ispirò molti pittori anche italiani a riprodurla nei quadri. Comunque non preoccupatevi lo spettacolo di Natale è ancora assicurato: è pronta un’altra cometa che è stata battezzata con il nome di Lovejoy. Questa, dicono gli scienziati, avendo il proprio perielio intorno al Sole molto più lontano di quello di Ison, non verrà distrutta e tra il 22 e il 29 di dicembre sarà visibile di notte anche ad occhio nudo. Un bel regalo proprio a Natale, non c’è che dire. Speriamo che questo evento astronomico sia il preludio per un 2014 più sereno e migliore del 2013.
Lovejoy è una cometa di lungo periodo, che proviene dalla lontana nube di Oort, ai confini del nostro sistema solare, la nursery di molte comete. La si potrà rivedere dal nostro pianeta solo fra 7.000 anni. Verso la fine di dicembre sarà possibile fotografarla con semplici macchine fotografiche. Per trovarla basta prendere come punto di riferimento la costellazione dell’Orsa Maggiore, e poi dalle due ultime stelle del Grande Carro arrivare fino alla stella Arturo, della costellazione di Boote. Li si trova la nostra cometa di Natale.
C’è un piccolo problema, per vederla meglio bisognerà alzarsi alle tra le 4 e le 5 del mattino. Un piccolo sacrificio che comunque vale la pena fare anche perché la prossima volta potremmo rivederla “solo” tra 7.000 anni.

Articoli correlati

Muso con un lungo rostro anteriore a forma di cazzuola e singolari mascelle protrudibili (ossia che si possono estroflettere), senza dubbio il nome di squalo goblin (squalo folletto) risulta indovinato per questo particolare animale marino.

I mantoidei (Mantodea) formano un corposo ordine di insetti pterigoti, che conta circa 2000 specie diffuse soprattutto nelle regioni a clima caldo e mite (ossia quelle tropicali e temperate). Tra tutte le specie di mantoidei la mantide religiosa (Mantis religiosa) è una tra le più comuni. In Italia è diffusa su tutto il territorio nazionale, dalle zone prealpine a quelle costiere (isole comprese).

Il 29 settembre è diventata una data nota a molti in quanto ad essa è stata dedicata una popolare canzone degli anni 60. A me piacciono le canzoni, ma da buon ricercatore, quale spero di essere, non posso non ricordare che quella data è importante per tutto il mondo per ben altro motivo, è la data di nascita di Enrico Fermi, il ragazzo di via Panisperna e Nobel per la Fisica, nato a Roma nel 1901, come si diceva, il 29 settembre.

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.