Dossier sul clima “impazzito” di questi giorni

Dossier sul clima “impazzito” di questi giorni

Clima “impazzito” su tutto il pianeta

Uragano

Un altro devastante uragano sul nord d’Europa

In meno di 20 giorni un altro uragano si è abbattuto sul nord Europa. L’anomalia preoccupante è che mai era accaduto che in meno di un mese si verificassero uragani di tale portata sull’Europa. La prima battezzata San Giuda ha fatto registrare onde sulle coste di oltre 6 metri, quest’ultimo uragano, battezzato Xaver, ha fatto registrare onde alte fino a 10 metri e raffiche di vento che hanno superato i 180 Kmh. Le coste occidentali dell’Inghilterra sono le state le prime ad affrontare la furia degli elementi e in questo scontro è stato cancellato un intero villaggio che sorgeva nei pressi del mare. Anche Londra ha subito inondazioni e danni alle cose e alle persone. L’uragano si è poi scagliato lungo le coste della Normandia fino a Danzica in Polonia. Una furia così devastante che alcuni meteorologi l’hanno chiamata la tempesta del secolo. L’Italia, grazie al baluardo alpino, ha solo saggiato il freddo polare che accompagna questa violenta perturbazione, ma niente di più, anzi il tempo su gran parte delle regioni italiane, mentre infuriava la tempesta con danni e morti nel nord Europa, è rimasto discreto.
E’ anche questa la risposta del global change? Certo che si! E, purtroppo, non finirà qui…

Tempo impazzito negli USA con tempeste di ghiaccio anche in Texas

Che gli Stati nord degli USA ogni fine ottobre e inizio inverno sono colpiti da correnti artiche decise e forti è cosa quasi di routine, ma che neve e gelo riescano a spingersi fino negli Stati caldi degli USA è un fatto anomalo.
I meteorologi del NOOA ritengono che l’evento meteo-climatico che si è abbattuto sugli Stati centro e sud orientali degli USA, tra cui la California e il Texas, sia fuori ogni previsione e segna un nuovo record come tempeste di ghiaccio quasi al confine con il Messico. Il ghiaccio che si è formando lungo i cavi di rame che trasportano l’energia elettrica in alcuni casi ha determinato la rottura dei cavi stessi. A causa di ciò sono migliaia gli utenti senza più corrente elettrica. Venerdì mattina circa 300.000 persone nell’area di Dallas sono rimaste al buio a causa dell’interruzione dell’elettricità causata dal ghiaccio. In California devastati migliaia di ettari di terreno adibiti alla coltivazione di ortaggi e verdure. Su gran parte degli aeroporti cancellati centinaia di voli. Il maltempo ha reso difficili gli spostamenti: a Memphis e nel Tennessee a causa del ghiaccio sulle strade.

Disastri climatici sulle regioni adriatiche e sulla Basilicata e Calabria Ionica

Dopo la furia del ciclone “tropicale” che ha investito e devastato la Sardegna, a pochi giorni di distanza un altro fenomeno meteo estremo ha interessato le regioni sud adriatiche, la Calabria e la Sicilia orientale. Vere e proprie “bombe d’acqua” hanno colpito la Basilicata e tutta la Calabria ionica. Inevitabili allagamenti e disagi per le popolazioni. Anche questo ciclone “tropicale” oltre ai danni alle cose ha portato morte tra le persone e gli animali. Impressionante la frana che in Basilicata ha interessato un fronte di 2 Km azzerando la viabilità locale.
Come ampiamente trattato nei precedenti comunicati, questa violenza meteo inusitata nei nostri mari è dovuta soprattutto alla temperatura superficiale del Mediterraneo: più è elevata, maggiore è la violenza delle tempeste. Il problema è che la già fragile consistenza geologica delle nostre colline e pianure, non potrà in futuro reggere a piogge tropicali che in poche ore gonfiano e fanno straripare i nostri corsi d’acqua e imbevono i terreni al punto tale di appesantirli e poi farli franare. Serve urgentemente un piano di prevenzione e di adattabilità perché questi non saranno più fenomeni meteo eccezionali, ma normali. Quindi via abitazioni ( molte abusive ) sorte lungo gli argini a rischio dei fiumi o addirittura dentro gli alvei di antiche fiumare, bloccare nuove aperture di strade e piste da sci lungo pendii di montagne, evitare tagli di alberi in zone a rischio, ecc. Un vecchio adagio ci ricorda “che costa di meno prevenire che poi curare“.

Rispondi