a cura di Filippo Mariani

Fino ad un trentennio fa il fine primavera, come in questi giorni, aveva il sapore dell’arrivo dell’estate, con qualche leggera puntatina di caldo, anche gradevole, che soprattutto al sud si avvicinava ai +30° e difficilmente li superava. La notte si dormiva ancora con una leggera copertina, mentre con il piumone ancora al nord. Poi arrivava qualche tranquillo temporale a riportare le temperature intoro ai 24/26° C.

A luglio poi le temperature salivano e le punte di caldo afoso quasi insopportabile, che solitamente si verificavano a cavallo tra luglio e agosto (qualche volta anche a Ferragosto), duravano al massimo 6 o 8 giorni, poi l’arrivo di una veloce perturbazione atlantica faceva tornare le temperature su valori sopportabili. Agosto era il mese del “Sol leone” dove faceva caldo, ma sopportabile. Ai primi di settembre con l’arrivo dei temporali si cominciava ad avvertire più aria autunnale che estiva.

Questo è il quadro climatico che da quando sono iniziati i rilevamenti meteoclimatici in termini scientifici (a partire dal 1800) caratterizzava il clima del nostro Paese; un clima che ci invidiavano tutti gli europei continentali.
Purtroppo tutto questo ora è un ricordo, la storia di un passato climatico ormai definitivamente perso. Perché accade ciò? Si domandano e ci chiedono, attraverso il nostro notiziario, le persone non più giovani.

La risposta è semplice e nel contempo preoccupante: la colpa è data dal riscaldamento globale che ha allargato di oltre 300 Km la fascia climatica della zona Tropicale sia a nord che a sud. Quindi la zona Temperata Boreale che caratterizzava in passato il clima del Mediterraneo ha in parte lasciato spazio a quella Tropicale. Nel recente passato tra le due fasce climatiche si interponeva spesso l’Anticiclone delle Azzorre che fungeva da barriera alle alte pressioni Sahariane e ai venti caldi africani e, quindi, alle micidiali bolle di calore.

A partire dagli anni ’90 a causa del costante aumento del fenomeno sopra descritto questa invisibile e benefica barriera di matrice atlantica ha cominciato a spostarsi più verso nord, verso l’Atlantico settentrionale e verso l’Islanda. Ora pare che l’Anticiclone delle Azzorre abbia definitivamente abbandonato il Mediterraneo. Senza più questa barriera atmosferica le correnti calde africane hanno ormai libero sfogo su tutto il bacino del Mediterraneo, trasformando così le nostre estati in un “incubo di calore”.

I climatologi sono d’accordo ormai nel dichiarare che le estati del passato, ma anche le 4 stagioni come ancora le conosciamo, presto non esisteranno più, sostituite da eventi meteoclimatici estremi.

E allora? Noi di Accademia Kronos stiamo predicando da tempo che, ormai “persa” miseramente la battaglia per la mitigazione climatica, non ci resta che adattarci a ciò che anno dopo anno trasformerà il nostro Paese da paradiso climatico del passato in una nuova regione tropicale africana!

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