E’ nato “l’Atlante della mortalità e delle perdite economiche a causa di meteo e clima estremi”

E’ nato “l’Atlante della mortalità e delle perdite economiche a causa di meteo e clima estremi”

di Ivan Gaddari (METEO GIORNALE)

I disastri nel mondo legati al meteo e al clima hanno causato almeno 1.940.000 morti tra il 1970 e il 2012. E’ quanto emerge da una prima lettura de “L’Atlante della mortalità e delle perdite economiche a causa delle condizioni climatiche e meteorologiche estreme“.
Il libro è stato appena pubblicato dalla WMO in collaborazione con il Centro per la ricerca sull’epidemiologia dei disastri (CRED) presso l’Università Cattolica di Louven (Belgio).
Gli 8.835 eventi registrati ed utilizzati per lo studio hanno causato perdite economiche stimate in 1.760 milioni di euro. Le conseguenze umane, materiali e il danno sociale hanno avuto gravi conseguenze per lo sviluppo economico e sociale nelle zone colpite.
L’Altante descrive la distribuzione e l’impatto di tre tipi di fattori climatici o meteorologici fondamentali: siccità, temperature estreme, inondazioni e cicloni tropicali, facendo riferimento anche alle epidemie sanitarie relative a tali eventi. In particolare, le tempeste e le inondazioni rappresentano il 79% di tutti i disastri registrati nella relazione, per un totale del 55% dei decessi e 86% delle perdite economiche.
La siccità che ha colpito diverse aree del pianeta durante il periodo 1970-2012 è responsabile del 35% dei decessi. Gli eventi siccitosi più importanti riguardano l’Africa nel 1975 e nel periodo 1983-1984. La storica siccità che colpì l’Etiopia nel 1983 costò la vita a circa 300.000 persone, un numero simile agli effetti del ciclone Bhola che investì il Bangladesh nel 1970. In Sudan, nel 1984, la siccità uccise 150.000 persone, mentre il ciclone Gorky nel 1991 causò 138.866 vittime devastando il Bangladesh.
Senza alcun dubbio, il passaggio del terribile uragano Katrina nel sud degli Stati Uniti (estate del 2005) fu quello che causò più danni materiali mai registrati, pari a 146.890 milioni di dollari, seguito dall’uragano Sandy nel 2012 che causò perdite materiali per un valore di 50.000 milioni dollari.
In Europa abbiamo avuto un totale di 1.352 calamità naturali che hanno causato 149.959 morti e danni materiali per un valore di 375.700 milioni di dollari. I danni maggiori sono stati apportati dalle inondazioni (38%) a seguire le tempeste (30%). Ma la percentuale più alta di vittime si deve all’effetto di temperature estreme: il 94% dei casi, corrispondente alla peggiore ondata di calore mai vista in Europa nel 2003. Il caldo estremo causò 72.210 morti seguito dai 55.736 morti dell’ondata di calore che colpì la Russia nel 2010. A livello economico, invece, inondazioni e tempeste sono i fenomeni che hanno generato più perdite.

Uragano nel Pacifico

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