a cura di Franco Floris

Accademia Kronos come suo principio base è favorevole ad ogni iniziativa governativa capace di ridurre sia l’inquinamento ambientale che l’aumento del riscaldamento terrestre. Tuttavia va tenuto anche presente il profondo problema sociale in cui versa il nostro Paese. La mancanza di lavoro e la chiusura di aziende ed imprese che operano soprattutto nell’edilizia. Pertanto la questione deve essere affrontata con saggezza. Pur condividendo parte delle critiche all’Ecobonus mosse da alcuni amici ambientalisti, restiamo con una visione più realistica. Contestiamo, comunque, la solita posizione ideologica di chi pensa che gli ambientalisti siano i soliti figli del “Signor No”.

Cerchiamo quindi di considerare alcuni punti importanti per giustificare la nostra posizione: per taluni il contributo del 110% per coprire tutte le spese per l’efficientamento delle abitazioni è “sproporzionato” rispetto ai “piccoli risultati” che tale operazione potrebbe dare. Questo vale anche in termini di riduzione dei consumi. Oltre che per le perplessità legate al “cappottino” da mettere nei fabbricati, questo riguarda anche le caldaie a condensazione che usano comunque fonti fossili. Mentre sarebbe stato più utile puntare su sistemi capaci di ridurre o eliminare i combustibili fossili, quindi puntare maggiormente sul solare termico, sul micro-eolico e comunque su sistemi ibridi. Per Legambiente, e su questo siamo d’accordo, esiste il rischio della sovrafatturazione fino ai limiti di spesa, che potrebbe causare un esborso enorme per le casse pubbliche senza vantaggi adeguati.

Detto ciò con appropriati aggiustamenti, il contributo previsto dall’Ecobonus per l’efficientamento energetico delle nostre abitazioni non può essere a priori rifiutato. A questo punto vorremmo toglierci un “sassolino” dalle scarpe nei confronti di chi pensa, elabora ed emana leggi e “pseudo leggi” nel nostro Paese.
Se gli addetti a tale compito, prima di formulare il Decreto Rilancio e il tanto contestato Ecobonus, avessero pensato di consultare le organizzazioni ambientaliste insieme ed anche gli amministratori di condominio (le norme da sole non funzionano se non condivise e accompagnate da una campagna informativa puntuale), forse sarebbe uscito un prodotto migliore che tutti avrebbero accettato senza distinguo o contestazioni.

Noi di AK, ad esempio, avremmo potuto dare dei consigli utili in merito e, soprattutto, illustrare quello che in questo settore già dieci anni fa ha realizzato un piccolo comune della Baviera, Wildpoldsried , il cui sindaco Arno Zengerle è oggi un nostro socio. Stiamo parlando di una cittadina che per prima in Europa ha percorso la strada di una concreta tutela ambientale e per l’ autoproduzione di energia elettrica e calorica. Fatto questo che ha dato il via alla nascita di altri progetti similari in diversi Paesi del Nord Europa, quindi sulla produzione di energia pulita che sull’efficientamento energetico per l’edilizia, nonché per la tutela ambientale. Stiamo parlando della formula conosciuta come Smart Grid, di cui abbiamo già trattato anni fa.

Pertanto se i nostri tecnici e politici ci avessero interpellati, li avremmo potuti invitare a visitare questa ridente cittadina della Baviera, una tra le più ecologiche del pianeta. Alla fine, dopo aver visto tutte le applicazioni per produrre e risparmiare energia, dopo essersi consultati con gli ingegneri e tecnici locali e aver scoperto che tutti gli abitanti erano parte in causa in questo progetto (si pensi che l’energia elettrica prodotta da Wildpoldsried viene venduta ad altri paesi vicini e alla fine dell’anno ogni cittadino riceve anche un benefit economico), i nostri tecnici e politici, tornati in Italia, avrebbero probabilmente pensato ad un Ecobonus diverso e, soprattutto, capace di soddisfare cittadini, imprese e noi ambientalisti.

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