Medicus curat, Natura sanat” il medico cura, la natura guarisce e ancora “Mens sana in corpore sano” mente sana in un corpo sano, questo dicevamo i nostri avi latini e, dopo più di 2000 anni, dobbiamo riconoscere che avevano ragione. Fare dello sport o semplicemente camminare nei parchi e nei boschi è un importante dono che possiamo offrire a noi stessi. Il connubio tra ambiente naturale e stato di salute della persona è evidente. Qualcuno si è anche chiesto perché e le risposte sono state molteplici. La principale è che in prossimità di un bosco c’è più ossigeno, l’aria è più gradita dai nostri polmoni, non ci sono gas tossici, né polveri sottili, né tanto meno rumori fastidiosi a turbarci.
Un’altra risposta di tutto rilievo è la presenza dominante del verde. Sappiamo tutti che i colori sono anche una manifestazione elettromagnetica e come tali influenzano le menti degli animali e dell’uomo. Il verde, si è scoperto, corrisponde all’intensità e lunghezza d’onda di radiazioni elettromagnetiche che “rallentano” gli stati ansiosi e bloccano le degenerazioni depressive, suscitando, soprattutto nell’uomo, uno stato di serenità e di quiete. Ci sono molte discipline della cosiddetta medicina alternativa che a certi sintomi di malattie affidano le terapie alla natura, attraverso la meditazione, correndo nei suoi sentieri erbosi, abbracciando letteralmente gli alberi, dormendo sotto le fresche fronde di una quercia e camminando a piedi nudi sui prati. Oggi anche la medicina ufficiale (allopatica) comincia a prescrivere cure a base di full immersion nella natura.
Lo sport all’aria aperta somma tutte queste componenti e dà a chi lo professa quella “ Mens sana in corpore sano” che ognuno di noi aspira ad avere fino alla vecchiaia più avanzata.
Da qui la venerazione e l’amore verso la natura per chi pratica sport all’aria aperta. Lo sport che usa come palestra l’ambiente naturale, oltre che ad essere più salutare rispetto a quello effettuato in luoghi chiusi (in palestra volenti o nolenti si respira aria chiaramente più viziata), suscita maggiori sensazioni di piacere e di completezza psichica e fisica.
Nel 1991 negli USA fu fatto un interessante esperimento, furono coinvolti 200 atleti. 100 si dedicarono ad attività sportive all’aria aperta, all’interno di un parco naturale, gli altri 100 si dedicarono alle stesse attività sportive, ma all’interno di una grande palestra. L’impegno portato avanti per 10 giorni consisteva nel fare sport per 7 ore al giorno, 4 la mattina e 3 il pomeriggio. Alla fine dell’esperimento si notò che il 90% degli sportivi, che avevano utilizzato come spazio d’allenamento prati e aiuole del parco, risultava meno affaticato e più soddisfatto rispetto a quelli che avevano operato all’interno di un edificio. Oltre a ciò si è riscontrò che gli atleti all’interno della palestra avevano avuto ben 38 infortuni leggeri, contro i 12 dei colleghi del parco. All’interno della palestra si erano verificate 18 discussioni animate al limite dello scontro fisico, nell’altro caso solo 2 episodi. Alla domanda finale:”ripeteresti questa esperienza?” Gli atleti del parco risposero di si per il 78%, quelli della palestra solo per il 41%.
La morale di tutto questo è che sport e ambiente naturale sono in evidente simbiosi. Bene l’avevano capito gli svizzeri che al finire dell’ultima guerra mondiale avevano inventato i percorsi “Vita”, oggi presenti anche in Italia. Il percorso Vita è un tracciato o un sentiero nella natura dove a chiunque è consentito fare della sana ginnastica e nel contempo ammirare l’ambiente. Oggi questi percorsi Vita sono diventati più complessi, hanno molte variabili, prevedono programmi adatti anche per bambini e anziani, possono essere utilizzati sia da chi fa una semplice passeggiata, sia da chi vi corre a piedi o in mountain bike. Questi percorsi si sono arricchiti anche di contributi didattici-scientifici. In alcuni spiazzi predisposti lungo il circuito è possibile ammirare particolari essenze vegetali, affioramenti geologici e reperti storici e archeologici. Quindi, oltre che far ginnastica all’aria aperta, ci si può arricchire di conoscenze botaniche ed archeologiche.
Noi auspichiamo che presto tutti gli organizzatori di competizioni sportive considereranno la valenza del rapporto tra sport e ambiente e viceversa. Questo è anche un modo di difendere l’ambiente naturale. Lo stesso sportivo che partecipa ad iniziative, che come sfondo o come palestra hanno l’ambiente naturale, inevitabilmente diventa un attento difensore del verde e della qualità della vita. E’ sicuramente un’interessante via per costruire una più attenta filosofia dello sport, non solo competizione tra atleti, prove di resistenza esasperata, voglia di essere migliori rispetto agli altri, ma anche voglia di far parte di una natura ricca di vibrazioni e di messaggi che l’atleta può trovare e trasmettere non solo ai propri muscoli, ma alla propria mente e al proprio spirito, entrando così in sintonia con la frase dei nostri lontani e saggi avi: “Mens sana in corpore sano”. Uno sportivo vicino alla natura e in alcuni casi suo interprete, lontano da pericolosi sogni di gloria e di tentazioni dopanti, un atleta completo al passo con i tempi.
Questa è la base su cui si fonda la filosofia di Corri per Gaia, un’apertura allo sport all’aria aperta proposta proprio da Accademia Kronos.

Articoli correlati

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.