a cura di Daniela Rosellini

Abbondantemente usato in agricoltura e lungo le strade come diserbante, e come disseccante sui raccolti, il Glyphosate (o glifosato) è uno degli erbicidi più venduti al mondo, se non il più venduto in assoluto. Viene regolarmente trovato nei test di routine del pane britannico in cui appare nel 30% dei campioni analizzati. In Toscana (una delle poche realtà italiane in cui questa sostanza è ricercata nelle acque) ARPAT l’ha individuata in più del 60% dei campioni analizzati, con concentrazioni nelle acque superficiali talvolta particolarmente elevate (fino a 2 μg/L).

Dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo ha dichiarato “probabile cancerogeno per l’uomo”, classificandolo “2A”, qualcosa sta iniziando a cambiare. Alcuni rivenditori in Svizzera e in Germania lo hanno già  rimosso, e la Francia, si è impegnata a farlo entro il 2018. L’Autorità danese per l’ambiente di lavoro, lo ha dichiarato cancerogeno e gli Stati tedeschi ne chiedono il divieto su scala comunitaria. El Salvador e Sri Lanka lo hanno già vietato, e il governo della Colombia ne ha proibito l’irrorazione aerea sulle colture di coca.

Anche in Italia si è iniziato a considerare la problematica e in Toscana, dove il consumo di glifosato è di circa 100 tonnellate annue, secondo solo allo solfo, l’Assessore alla Sanità della Giunta regionale, Stefania Saccardi, ha sancito il divieto del glifosato nelle aree extra agricole, applicando, in questo modo, la legge regionale n.36/1999, che disciplina l’impiego dei prodotti fitosanitari ad azione diserbante per scopi non agricoli, e consente il solo impiego di prodotti non appartenenti alle classi molto tossici, tossici e nocivi.
Ma, sempre in Toscana, a Livorno, si è fatto ancora di più, infatti, il Comune ha appena approvato la mozione che vieta totalmente l’uso del glifosato, anche in agricoltura, per cui tale prodotto chimico, non potrà più essere usato in tutto il territorio livornese, né dagli Enti pubblici, né dagli agricoltori, dagli industriali o dai semplici cittadini.

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