Finalmente una buona notizia: Coltivare OGM in Italia sarà praticamente impossibile!

Finalmente una buona notizia: Coltivare OGM in Italia sarà praticamente impossibile!

NO OGM
da Teatro Naturale (agricoltura, alimentazione, ambiente)

Nello stesso giorno il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar del Lazio di bloccare le semine di transgenico e, a Bruxelles, trovato l’accordo politico che lascerà ai singoli Stati la facoltà di di limitare o vietare la coltivazione di ogm sul loro territorio.
Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar del Lazio di bloccare le semine biotech in corso nei campi del Friuli rinviando la definitiva decisione nel merito al 4 dicembre.

Nella stessa giornata a Bruxelles trovato l’accordo politico sugli OGM a livello europeo.
“Sono lieto di annunciare che il Consiglio Ambiente ha appena rotto lo stallo sulla proposta di coltivazione di OGM e ha raggiunto un accordo politico che si muove verso una nuova base giuridica: agli Stati membri la scelta di limitare o vietare la coltivazione di OGM sul loro territorio”, dichiara il Commissario Borg a seguito dell’accordo politico del Consiglio per consentire il divieto di coltivazione di OGM.
“L’accordo politico di oggi incontra i costanti appelli degli Stati membri dal 2009 per avere più flessibilità e certezza giuridica per le decisioni nazionali in materia di coltivazione sul loro territorio o parte del loro territorio. Estendo i miei ringraziamenti alla Presidenza greca per aver trovato un terreno comune tra i diversi punti di vista e le preoccupazioni. Il risultato è un testo di compromesso equilibrato”.

Secondo questo accordo, una procedura in due fasi stabilisce i limiti o il divieto della coltivazione di OGM.
Permettetemi di delineare alcune disposizioni fondamentali:
In primo luogo, esso offre possibilità estese e giuridicamente corrette per gli Stati membri di tenere maggiormente conto del loro contesto nazionale al momento di decidere sulla coltivazione di OGM. Attualmente, gli Stati membri possono utilizzare solo clausole di salvaguardia per vietare la coltivazione in base al rischio.
In secondo luogo, collegando la cosiddetta “fase 1″ (la restrizione di portata geografica pre-autorizzazione) e “step 2″ (post-autorizzazione opt-out), il testo prevede la prevedibilità necessaria per tutti gli attori.
In terzo luogo, se uno Stato membro avvia la fase 1 – una “restrizione del campo di applicazione” richiesta – la Commissione presenterà la richiesta per facilitare la procedura. Se il richiedente non reagisce alla richiesta, è uguale a un accordo.
In quarto luogo, per quanto riguarda il punto 2 – l’opt-out – l’ultima parola per decidere se coltivare OGM rimane allo Stato membro, che conservano il diritto di opt-out indipendentemente dalle opinioni dei ricorrenti.

L’accordo assicura inoltre un legittimo diritto degli Stati membri di adeguare la loro decisione di limitare o vietare la coltivazione nel corso del periodo di autorizzazione GM 10 anni, se emergono nuove circostanze oggettive.
Questa proposta non è sulla valutazione del rischio in tutta l’UE effettuata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che rimarrà in stretto come lo è oggi per garantire un elevato livello di protezione della salute umana, la salute animale e l’ambiente.
Quattro anni dopo l’adozione della proposta della Commissione, siamo oggi in grado di adottare un accordo politico su un nuovo progetto di legge coltivazione di OGM. Questo accordo è fondamentale per aprire la strada ad una seconda lettura costruttivo nel nuovo Parlamento. La Commissione continuerà ad offrire il suo sostegno attivo affinché questo nuovo strumento può auspicabilmente essere utilizzato a partire dal 2015″.

Il Ministro per le politiche agricole e alimentari Maurizio Martina, ha espresso “la piena soddisfazione” per un accordo “che introduce la necessaria flessibilità consentendo agli Stati membri di decidere in merito alla propria agricoltura”.
Anche la Coldiretti e la Confederazione italiana agricoltori hanno accolto con favore l’intesa, sottolineando che la procedura potrà essere perfezionata sotto la presidenza italiana dell’Ue.

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