Funghi Comuni: caratteristiche principali, sosia, aspetti tossicologici

Funghi Comuni: caratteristiche principali, sosia, aspetti tossicologici

di Carmine Siniscalco
Referente Nazionale per la Micotossicologia dell’Associazione Micologica Bresadola (AMB)
prima parte – seconda parte – terza parte – quarta parte
quinta parte – sesta parte – settima parte – ottava parte
nona parte – decima parte – undicesima parte – dodicesima parte

Parte tredicesima

… segue da Parte dodicesima su Boletus sezione Edules Fr.

Cantharellaceae J. Schrot.

La “Famiglia” delle Cantharellaceae J. Schrot. è molto conosciuta dall’antichità perché annovera tra le sue fila diverse specie di funghi eduli alle quali è stato dato il nome volgare generico di “galletto”, “finferlo”, “trombetta dei morti”, ecc.. Si tratta di funghi che hanno in generale un portamento “imbutiforme” con una grande variabilità sia nelle colorazioni sia nella struttura e spessore della carne. La diversa natura di quest’ultima può generare carpofori completamente diversi tra loro per cui si va da “typus” pieni e carnosi ad altri cavi e papiracei. Nei casi in cui la carne è abbondante essa può essere filamentosa e/o stopposa ma conserva sempre la caratteristica della “Famiglia” di emanare profumi molto gradevoli e particolari con dei sentori aromatici in alcune determinate specie. L’imenoforo è privo di velo ed è anch’esso variabile. Può essere rappresentato da strutture particolari che prendono il nome di “pliche” (pseudo o false lamelle) oppure può essere “sub liscio”. Il gambo o stipite spesso è eccentrico. I funghi appartenenti alla “Famiglia” delle Cantharellaceae sono legati agli habitat terricoli e costituiscono legami simbiotici di natura “ectomicorrizica” con diverse specie arboree.

Cantharellus cibarius Fr.

Nomi volgari: galletto, finferlo, gallinaccio, giallino, gallinella, gavetello, catella, pizzarello, galluzzèllo, gallinella, cricchi di jaddu, gallietiell, ecc.
Caratteristiche principali: è la specie più conosciuta e citata della “Famiglia” delle Cantharellaceae e come si rileva dalla letteratura più aggiornata: “è la specie più sovente mal identificata”. Alla luce delle conoscenze odierne “Cantharellus cibarius Fr.” è anche la specie di “galletto” meno comune e frequente nei ritrovamenti micologici. Una spiegazione a questo fenomeno la si trova nei continui sommovimenti sistematici in campo micologico che recentemente hanno permesso di fare un po’ di luce e chiarezza anche tra le Cantharellaceae ed in particolare tra i Cantharellus molto vicini sistematicamente al “Cantharellus cibarius Fr.”.

Cantharellus cibarius

Cantharellus cibarius Fr. (Foto: C. Siniscalco-Archivio GMEM-AMB)

In particolare nell’ultimo decennio la “Famiglia” delle Cantharellaceae è stata oggetto di un approfondito studio e di una meticolosa revisione. Diverse varietà o forme sono state attualmente elevate al rango di buona “specie” mentre alcune preesistenti hanno cambiato “Genere” o sono state addirittura rinominate in “taxa” diversi perché ritenute prioritarie alcune caratteristiche specifiche prima ignorate o poco considerate.
In “Cantharellus cibarius Fr.” è caratteristico il portamento che potremmo definire “ondulato” ed “imbutiforme” con un gambo generalmente piccolo rispetto alla massa globale e storto. Il colore del carpoforo è giallo nella sua interezza e può variare da tonalità giallo –biancastro a giallo-tuorlo d’uovo. L’imenoforo non è costituito da lamelle vere ma da piegature dritte o più o meno ondulate che prendono il nome di “pliche”che si prolungano decorrenti sul gambo.

pliche di un carpoforo di Cantharellus cibarius Fr.

Particolare delle “pliche” di un carpoforo di Cantharellus cibarius Fr.

Sosia e possibilità di confusione con altre specie: nessuna specie tossica assomiglia realmente al “galletto” però, per esperienza personale e per quanto risulta dalla letteratura, molti casi di intossicazione (Sindrome Gastrointestinale) sono avvenute per mero scambio di specie con Omphalotus olearius (DC.) Singer. Non mi spiego come si possa confondere un fungo che di solito si presenta molto diverso dal “galletto”, però sta di fatto che ciò succede e provoca a seconda della “quantità di funghi ingeriti” una sindrome gastrointestinale che può avere un decorso da lieve fino a grave. Nonostante si parli di due specie fungine molto belle da vedere le differenze morfologiche e fisiologiche tra di esse sono notevoli e si possono condensare in pochi punti ben precisi.

Omphalotus olearius

Omphalotus olearius (DC.) Singer (Foto: G.L. Parrettini-Archivio GMEM-AMB)

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