di Carmine Siniscalco
Referente Nazionale per la Micotossicologia dell’Associazione Micologica Bresadola (AMB)
prima parte – seconda parte – terza parte – quarta parte – quinta parte
sesta parte – settima parte – ottava parte nona parte – decima parte
undicesima parte – dodicesima parte – tredicesima parte

Parte quattordicesima

… segue da Parte Tredicesima su “Cantharellus cibarius Fr.” e possibilità di confusione con altre specie.

Nella parte tredicesima sono state appena accennate le caratteristiche principali della “Famiglia” delle Cantharellaceae J. Schrot. ed è successivamente iniziata la descrizione del suo “genere” più conosciuto “Cantharellus cibarius Fr.”. Nel capitolo “sosia e possibilità di confusione con altre specie” è iniziata la descrizione della specie Omphalotus olearius (DC.) Singer che purtroppo viene scambiato per “galletto” con una certa frequenza causando intossicazioni più o meno gravi.
Per concludere è importante ricordare che i carpofori di Omphalotus olearius al buio emettono una forte luminescenza e che la cuticola del cappello diviene verde a contatto con ammoniaca.

Sui reali sosia di Cantharellus cibarius Fr.: abbiamo già accennato all’inizio della trattazione su Cantharellus cibarius Fr. che nell’ultimo decennio la “Famiglia” delle Cantharellaceae J. Schrot. è stata oggetto di un approfondito studio e di una meticolosa revisione. In questo contesto anche alcune vecchie varietà di Cantharellus cibarius Fr sono state elevate al rango di buona “specie” per cui a seconda degli habitat visitati le “specie” di “galletti” variano oppure sono più di una.
Noi proveremo a fare una breve carrellata illustrativa di alcune nuove specie rappresentative degli habitat principali. Ricordo che solo a livello commerciale, ad oggi, tutte queste nuove specie vengono ancora considerate dei Cantharellus cibarius Fr. o genericamente dei “galletti”.

Cantharellus pallens Pilát risulta diffuso in boschi di latifoglie (principalmente querce e castagni) e conifere. La sua caratteristica principale è costituita dalla copertura della cuticola del cappello con della pruina biancastra che con l’invecchiamento del fungo o sotto l’azione di agenti meteorici scompare lasciando intravedere il reale colore giallo-aranciato del cappello.

Cantharellus pallens Pilát

Cantharellus pallens Pilát (Foto: C. Lavorato- Archivio Gruppo Micologico Sila Greca-AMB).

Cantharellus ferruginascens P.D. Orton frequente negli habitat a latifoglie, per nostra esperienza principalmente boschi di cerro, roverella o misti. In letteratura viene riportata come specie presente su suoli più o meno calcarei, ma per mia esperienza è il “galletto” più diffuso sui suoli vulcanici e silicei del “basso viterbese”. In bibliografia viene ancora segnalato legato in simbiosi micorrizica ai “pini”, ma sempre per esperienza diretta mia e di altri micologi non è ancora stato possibile verificare questa forma di “legame mutualistico”. Questi ultimi punti sottintendono quanto ancora c’è da fare negli studi che riguardano gli aspetti mico-ecologici.

Cantharellus ferruginascens

Cantharellus ferruginascens P.D. Orton (Foto: C. Lavorato- Archivio Gruppo Micologico Sila Greca-AMB).

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