di Carmine Siniscalco
Referente Nazionale per la Micotossicologia dell’Associazione Micologica Bresadola (AMB)

Seconda parte (qui la prima parte)

Amanita caesarea (Scop.) Pers.
Nomi volgari: ovulo, ovolo, ovulo buono, ecc.
Caratteristiche principali: per me è sicuramente uno dei funghi più belli da vedere e da trovare, ma bisogna conoscerne bene tutti i vari stadi di crescita ed alcune caratteristiche morfologiche principali. Inizialmente tutto il carpoforo è racchiuso all’interno di un involucro membranaceo bianco che prende il nome di “velo generale o velo totale”, da qui il nome di “ovulo”. Con la crescita degli organi interni il velo generale si rompe e fuoriescono prima la parte superiore del cappello di colore “rosso arancio” più o meno intenso e striato al margine, poi in una seconda fase si evidenzia il gambo di colore giallo ornato da un anello (“velo parziale”) anch’esso giallo. Alla fine dello sviluppo il carpoforo adulto presenta, partendo dalla base, il residuo membranaceo del velo generale di colore bianco che prende il nome di “volva”; il gambo giallo; l’anello giallo ed un cappello che nella parte inferiore porta la parte fertile “imenio o imenoforo” costituito da “lamelle” di colore giallo mentre nella parte superiore la cuticola si presenta completamente di un colore giallo aranciato ornata al bordo da striature mentre solo occasionalmente (incidentalmente) possono comparire residui membranacei del velo totale. Di norma la parte superiore del cappello di un “ovulo” non presenta mai residui del velo totale.

Amanita caesarea (Scop.) Pers.

Amanita caesarea (Scop.) Pers.

Sosia e possibilità di confusione con altre specie: il “Genere” Amanita Pers. è ricco di specie. Alcune di esse sono velenose e potenzialmente mortali. La caratteristica presenza di una “volva” alla base del gambo e la sua forma e consistenza insieme ad altre caratteristiche morfologiche contribuisce, in molti casi, alla determinazione degli sporofori di questo gruppo. Le possibilità di “errore” quando si trova un “ovulo” sono diverse e tra le principali ricordiamo quelle con:

Amanita muscaria (L.) Lam., comunissima e pressoché ubiquitaria. Intorno ad A. muscaria ruotano tante forme e varietà, del tutto simili al “typus” con notevoli variazioni pigmentarie che possono indurre facilmente in errore il raccoglitore. Il caratteristico velo generale dissociato in numerose verruche detersili disposte sulla superficie del cappello ne hanno fatto il fungo per antonomasia preferito anche dagli illustratori di “favole” per bambini. Le già citate variazioni pigmentarie che ruotano intorno al rosso aranciato nel cappello ed al giallo più o meno sbiadito e/o al grigio giallognolo negli altri organi possono indurre facilmente in errore. Consumare questa specie significa andare incontro ad intossicazioni gravi di tipo neurotropico (sindrome panterinica).

Amanita muscaria (L.) Lam.

Amanita muscaria (L.) Lam.

Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link, è la seconda possibilità di confusione. In questo caso l’errore comporta l’utilizzo a scopo alimentare di una specie velenoso-mortale (sindrome citotossica falloidea a lunga incubazione). Ad indurre in errore è lo stesso tipo di “velo totale” di natura membranosa e la conseguente “volva”. Il cappello mai rosso aranciato ma dai colori variabili dal bianco al verde oliva ed il gambo e le lamelle di colore bianco dovrebbero scongiurare ogni tipo di errore, purtroppo non è così ed ogni anno si aggiungono vittime alla ormai lunga lista di morti causate da questa specie. Il legislatore ha cercato di porre rimedio a queste stragi vietando la raccolta di Amanita caesarea nello stadio di “ovulo chiuso” (L. 352/93, art. 4 comma 2), quando gli organi principali del carpoforo sono ancora racchiusi dal “velo generale” con la speranza di evitare al massimo la confusione tra queste due specie. Purtroppo questi accorgimenti non risultano essere sufficienti ad arginare i fenomeni di morte ed intossicazione grave. Infatti negli ultimi venti anni si è registrata una “excalation” progressiva ed in particolare nell’autunno 2012 abbiamo avuto il momento peggiore, quando in pochi mesi, si sono verificati numerosi casi di intossicazioni fungine molto gravi, che hanno provocato un cospicuo aumento del numero dei morti e di trapianti d’organo.

Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link

Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link

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