di Carmine Siniscalco
Referente Nazionale per la Micotossicologia dell’Associazione Micologica Bresadola (AMB)

… segue da parte diciannovesima sui Cantharellus a carne di consistenza “tenace-elastica” della “stirpe C.lutescens”.

Parte ventesima

Craterellus cinereus (Pers.) Pers. [(Sinonimi: Cantharellus cinereus (Pers.) Fr.; Pseudocraterellus cinereus (Pers.) Kalamees] è una “specie” di piccola-media taglia con carpofori imbutiformi ed igrofani di colore variabile dal bruno-fuliginoso al nerastro. L’imenoforo è formato da pliche molto marcate e ramificate di colore grigio cenere, a lungo decorrenti sul gambo. Quest’ultimo è sottile, cilindrico, scanalato, poco cavo e concolore al cappello. La carne è sottile, profumata e di colore grigio. In letteratura C. cinereus viene segnalato in ambienti di latifoglie (faggi, castagni, querce etc.) e può presentarsi, come gli altri componenti della “stirpe”, sia singolo sia a forma di cespite concresciuto più o meno numeroso.

Craterellus cinereus

Craterellus cinereus (Pers.) Pers. [(Sinonimi: Cantharellus cinereus (Pers.) Fr.; Pseudocraterellus cinereus (Pers.) Kalamees] (Foto: C. Lavorato – Archivio Gruppo Micologico Sila Greca-AMB).

Sulla possibilità di confusione tra Craterellus cinereus (Pers.) Pers. [(Sinonimi: Cantharellus cinereus (Pers.) Fr.; Pseudocraterellus cinereus (Pers.) Kalamees] e Craterellus cornucopioides (L.) Pers.: per gli addetti ai lavori questo tipo di errore è un classico fenomeno di confusione tra specie fungine buone commestibili che può trasformarsi in “grave sbaglio” se l’ambito in cui si manifesta è di tipo ispettivo – micologico oppure micologico – tassonomico. Conseguentemente è raro trovare un micologo che per anni ha operato in ambito di mostre micologiche che non abbia una serie di aneddoti da raccontare su questo tipo di fenomeno. Una manifestazione classica che si ripete un po’ da sempre, i miei ricordi risalgono ai primi anni settanta dello scorso secolo, è quella che nelle mostre micologiche autunnali qualche micologo esperto e/o “navigato” comportandosi sia da visitatore provocatore sia da visitatore burlone si svaga nel “fare le pulci” ai piatti in cui sono esposte queste due specie con la speranza di trovare degli “errori”. Perciò è indispensabile, per il direttore scientifico di una mostra micologica, avere sempre dei collaboratori preparati e attenti per ovviare anche alle più impensabili eventualità di errore tra queste due specie prese in esame. Tra queste ultime possibilità ricordo tra le più frequenti: l’aggiornamento dei campioni freschi nei piatti; l’utilizzo di esemplari per fare confronti fra specie; l’uso di campioni per note didattiche ai visitatori; ecc…
Dal punto di vista igienico sanitario la mescolanza tra queste due specie non costituisce alcun problema di tipo clinico perché siamo di fronte a basidiomi ritenuti commestibili. Raccomando, come sempre, di farne un consumo moderato ed accorto.

Craterellus cornucopioides

Craterellus cornucopioides (L.) Pers. Foto: G.L. Parrettini-Archivio GMEM-AMB).

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In biologia per ibrido si intende un individuo generato dall’incrocio di due specie o razze differenti (riproduzione gamica). Più nello specifico si parla di ibrido interspecifico quando sono interessate due specie differenti appartenenti allo stesso genere e di ibrido intraspecifico quando sono interessati organismi di due sottospecie (razze) all’interno della stessa specie madre.

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