di Carmine Siniscalco
Referente Nazionale per la Micotossicologia dell’Associazione Micologica Bresadola (AMB)

… segue da parte ventunesima sui Sosia e possibilità di confusione con altre specie dei Cantharellus a carne di consistenza “tenace-elastica” della “stirpe C.lutescens [Craterellus lutescens (Fr.) Fr. (Sinonimo: Cantharellus lutescens Fr.)]”.

Parte ventiduesima

Faerberia carbonaria (Alb. & Schwein.) Pouzar, a differenza delle due specie precedenti, è un fungo basidiomicete terricolo appartenente alla Famiglia delle Polyporaceae Fr. ex Corda. Per quanto riguarda gli aspetti ecologici dalla letteratura si rileva che questa “specie” è caratteristica di particolari habitat con terreno bruciato oppure di soprassuoli con resti di legna di latifoglie bruciata. Dal punto di vista morfologico F. carbonaria è delineata da un cappello di grandezza variabile da 2cm. a 5 cm. con una zona discale profondamente ombelicata che dona a questa “specie” la forma classica di un trombone. La superficie del pileo è di un colore che varia dal grigio-brunastro al bruno-nerastro, è caratterizzata da una serie di strie radiali che emanano dei riflessi ocra-giallastri ed alle volte è zonata concentricamente. Da segnalare che nei giovani soggetti il margine del cappello è fortemente involuto. L’imenoforo è formato da lamelle molto decorrenti spesse, biancastre su fondo grigiastro, alcune forcate o anastomizzate. Alcuni autori attribuiscono alle lamelle di F. carbonaria la caratteristica di essere “pliciformi”, cioè a forma di “pliche” cosa che, chiaramente, complica la vita ai raccoglitori più sprovveduti perché fa assomigliare molto F. carbonaria alle specie di “Cantharellus” a carne di consistenza “tenace-elastica” della “stirpe C.lutescens” precedentemente trattati. Il gambo è quasi cilindrico, pieno, clavato in basso e di colore bruno-rossiccio con tendenza a schiarire verso la base. Una caratteristica del piede di F. carbonaria è quella di avere sempre l’estremità inferiore conglobata con terriccio e/o substrato carbonifero. La carne è elastica, poco tenera o coriacea con l’età, emana un gradevole odore fungino e alla sezione è di colore biancastro-grigiastro. Per quanto riguarda gli aspetti igienico-sanitari segnalo che F. carbonaria non possiede tossine di una certa rilevanza come le due specie simili ai “Cantharellus” a carne di consistenza “tenace-elastica” della “stirpe C.lutescens” precedentemente trattate nella parte ventunesima di questa rubrica. Quindi sia per la rarità delle comparse sia per la “tenacità” della sua carne, che può creare ad alcuni soggetti problemi di intolleranza con probabili sindromi a breve latenza, consiglio di ritenere questa “specie” senza alcun valore alimentare e di considerarla nella categoria dei “funghi non commestibili” nonostante in letteratura, in alcuni casi, essa venga annoverata tra le categorie: “di scarso valore”, oppure “commestibile”. Ritengo che questo sia uno di quei casi in cui il principio di “precauzione” debba prevalere su ogni altro aspetto.

Faerberia carbonaria

Faerberia carbonaria (Alb. & Schwein.) Pouzar (Foto: C. Lavorato- Archivio Gruppo Micologico Sila Greca-AMB).

Sulla scelta della sistematica e della tassonomia micologica da seguire:
Nella trattazione di F. carbonaria abbiamo detto che essa appartiene alla Famiglia delle Polyporaceae Fr. ex Corda. anche se fino a pochi anni fa era inquadrata nella Famiglia delle Pleurotaceae Kühner. Colgo l’occasione per evidenziare questo tipo di fenomenologia e di riferire sulle scelte fatte in merito alla sistematica e alla tassonomia micologica da seguire quando sono incappato in problemi di sinonimia negli studi ecologico-ambientali con i funghi. Questa “specie”, come altre d’altronde, ha subito continui cambiamenti sistematici che trovano conferma nelle numerose sinonimie che la contraddistinguono.

Quindi nelle varie fasi storiche la specie Faerberia carbonaria (Alb. & Schwein.) Pouzar è contraddistinta sia dalle seguenti sinonimie sia dai relativi passaggi di “Famiglia” di appartenenza sotto evidenziati con colori diversi:

Cantharellus anthracophilus Lév.; Fam.: Cantharellaceae J. Schröt.
Cantharellus carbonarius (Alb. & Schwein.) Fr.; Fam.: Cantharellaceae J. Schröt.
Cantharellus leucophaeus (Pers.) Nouel; Fam.: Cantharellaceae J. Schröt.
Cantharellus radicosus Berk. & Broome; Fam.: Cantharellaceae J. Schröt.
Cantharellus umbonatus var. carbonarius (Alb. & Schwein.) Fr.; Fam.: Cantharellaceae J. Schröt.
Geopetalum carbonarium (Alb. & Schwein.) Pat.; Fam.: Pleurotaceae Kühner.
Lentinus carbonarius (Alb. & Schwein.) Kühner; Fam.: Polyporaceae Fr. ex Corda.
Merulius carbonarius Alb. & Schwein.; Fam.: Polyporaceae Fr. ex Corda.
Merulius leucophaeus (Pers.) Kuntze; Fam.: Polyporaceae Fr. ex Corda.
Merulius leucophaeus Pers.; Fam.: Polyporaceae Fr. ex Corda.
Merulius umbonatus subsp. carbonarius (Alb. & Schwein.) Pers.; Fam.: Polyporaceae Fr. ex Corda.
Merulius umbonatus var. carbonarius (Alb. & Schwein.) Fr.; Fam.: Polyporaceae Fr. ex Corda.

Il caso delle sinonimie si è rivelato come una delle più grosse criticità che ho incontrato fino ad oggi negli studi ecologico-ambientali con i funghi. Infatti nella realizzazione di prodotti innovativi in campo micologico come manuali, linee guida, rapporti, ecc… riferiti a temi ecologico-ambientali presso ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) quella delle sinonimie per ogni singola specie fungina è stato un grosso problema da risolvere. Per ogni dato micologico di mappatura e censimento ricavato dalle varie liste messe a disposizione da singoli micologi, da Gruppi Micologici, da Confederazioni Micologiche o dalla letteratura di riferimento è sempre e comunque necessario fare le opportune verifiche nomenclaturali e tassonomiche per non incorrere in errori grossolani. Purtroppo questo fenomeno è strettamente legato alla mancanza, per i funghi, di un’unica sistematica e tassonomia, che per altro sono molto lontane dall’essere definite. In questa fase storica, costituita da continui sommovimenti sistematici e tassonomici, mitigati solo in parte dal Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica, la scelta di sposare una sistematica e una tassonomia è, molte volte, una scelta meramente arbitraria legata strettamente ai comportamenti e alle valutazioni di ogni singolo micologo. Proprio per risolvere questo problema dal 2009 ho ideato il metodo di rispettare e conservare, per ciascun fungo studiato e/o trattato, i nomi di “Genere” e “specie” attribuiti dal micologo determinatore e nel contempo, per eliminare i problemi incontrati nel pregresso dovuti al cosiddetto “fenomeno delle sinonimie” ho fatto una scelta non ideologica ma essenzialmente pratico-operativa. Ho adottato una sistematica e una tassonomia di confronto scegliendo per la loro praticità ed economicità sulla “rete” quelle che vengono utilizzate all’interno dell’Index Fungorum: Current name. Questo è un sistema di nomenclatura fungina globale coordinato e sostenuto dall’Index Fungorum Partnership (Landcare Research-NZ e Royal Botanical Gardens di Kew: Mycology), contenente i nomi dei funghi (tra cui sono inclusi: lieviti, licheni, analoghi fungini cromisti, analoghi fungini protozoi e forme fossili) a tutti i ranghi, disponibile gratuitamente sul web all’indirizzo http://www.indexfungorum.org/Index.htm. Così facendo tutte le sinonimie che alteravano la veridicità delle percentuali di presenza e frequenza di una determinata “specie” in un determinato habitat di riferimento secondo i sistemi europei di classificazione delle unità territoriali, relativamente all’uso del suolo (CORINE Land Cover) e ai biotopi (CORINE Biotopes, EUNIS, NATURA 2000) sono venute alla luce. In ciascuna tabella e per ogni habitat di riferimento ogni singola specie ora ha la sua percentuale di presenza e frequenza corretta senza modificare in nessun caso la veridicità dei dati pervenuti ed elaborati in ISPRA. Inoltre in tutti i prodotti del “Progetto Speciale Funghi” dell’ISPRA questa scelta operativa consente a tutti gli autori dei dati di utilizzare la stessa sistematica e tassonomia di riferimento (http://www.indexfungorum.org/Index.htm). Tale scelta garantisce anche l’aggiornamento continuo sulla tassonomia e sulle analisi filogenetiche condotte in tutto il mondo.

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