a cura di Carmine Siniscalco

… segue da parte trentatreesima sulla contraddizione fra la corretta informazione micologica e il consumo di prodotti fungini commerciali che possono avere ripercussioni sulla salute pubblica.

Parte trentaquattresima

Nella parte trentatreesima è iniziata su questa rubrica l’analisi, con metodi non convenzionali, del fenomeno della “Micoterapia” e dei “prodotti commerciali micoterapici”. Come già riferito in precedenza io ed alcuni colleghi abbiamo affrontato queste tematiche, anche in ambiti internazionali, nelle sedi di Convegni di Micotossicologia” destinando loro tutti gli spazi necessari con l’intento di fare la maggiore chiarezza possibile su questi argomenti in base alle conoscenze scientifiche attuali. In questa sede cercherò, come al solito, di trattare l’argomento facendo ricorso alla letteratura di riferimento.

Definizione generica di “Micoterapia” da: https://it.wikipedia.org/wiki/Micoterapia:
…“branca della Fitoterapia, di origine cinese, che consiste nel curare diverse patologie tramite l’utilizzo dei funghi interi (i carpofori), freschi o essiccati, oppure come estratti di micelio e/o dei carpofori. La micoterapia ha una storia millenaria, all’interno del patrimonio di conoscenze della medicina tradizionale cinese. Secondo i moderni sostenitori di questa terapia, nei funghi sono contenute varie sostanze che potrebbero avere effetti curativi. L’affermazione è solitamente generica e cita nomi di sostanze normalmente presenti nella maggior parte degli alimenti. Come avviene per tutte le pseudoscienze, la micoterapia è priva di fondamento scientifico e non esistono studi clinici che ne dimostrino una qualche efficacia (ramo della medicina che usa i funghi nella cura e prevenzione di malattie) ”…

funghi della salute

Esempio di offerta commerciale riferita alla cosiddetta “Micoterapia” (Foto: L. Cocchi-Archivio Gruppo Mic.Nat.”R. Franchi”di Reggio Emilia-AMB) (Arrangiamento grafico di C. Siniscalco- © -Archivio GMEM-AMB).

Prima di procedere in ulteriori approfondimenti è bene fare chiarezza da subito su un elemento scientifico di rilievo. Nella definizione generica di “Micoterapia sopra riportata l’affermazione:

………….“branca della Fitoterapia”…………..

“costituisce un problema di fondo ed un elemento forviante” capace di generare “abbagli nel cittadino consumatore” e “pubblicità fraudolente” da parte dei produttori e/o commercianti.

Considerazioni sul Regno degli organismi viventi a cui appartengono i Funghi:

• …“I Funghi non sono più considerati, da ormai 44 anni (pubblicazione del 2013, ndr), “vegetali”, ma costituiscono un Regno proprio. Whittaker (1969), considerando le differenze strutturali e trofiche ha diviso, gli organismi viventi in cinque Regni: Monera; Protisti; Piante; Funghi e Animali”…
• …“La classificazione dei funghi si é poi successivamente evoluta soprattutto su basi filogenetiche. Viene successivamente proposto da Cavalier-Smith, (1981) per i funghi “superiori” (Ascomiceti, Basidiomiceti, Zigomiceti e loro forme asessuate) un Regno a parte (Regno Deuteromycota dove sono sistemati i funghi della “Micoterapia” che stiamo considerando), con il trasferimento della maggior parte dei funghi “inferiori” (organismi monocellulari o ad ife, spesso con spore munite di flagello) nei Regni Protista e Chromista”…
• …“Comunque ancora oggi la classificazione è tutt’altro che stabilizzata. Attualmente gli organismi viventi sono divisi in 7 Regni.

Definizione di “Fitoterapia” da: http://www.treccani.it/enciclopedia/fitoterapia_(Dizionario-di-Medicina)/:
…“la fitoterapia branca della farmacoterapia che si occupa dell’impiego, a scopo curativo, delle piante medicinali e delle preparazioni che da esse si ricavano (infusi, decotti, estratti, oli essenziali, ecc.). L’uso di piante con attività medicinale, ampiamente adottato dalla medicina tradizionale indiana (ayurveda) e cinese, trova spazio anche nel mondo occidentale, affiancando agli usi tradizionali le acquisizioni della ricerca scientifica per valutare l’impiego terapeutico dei principi attivi vegetali. Inoltre, nonostante il numero sempre crescente dei farmaci sintetici, anche la farmacopea convenzionale ricava dal mondo vegetale molte sostanze attive, non ancora ottenute per sintesi o più economicamente estraibili dalle piante (glicosidi, alcaloidi, ecc.)”…

Quindi in base a quanto sopra riportato:

è bene sgombrare il campo da scorrette classificazioni e forvianti interpretazioni

per cui almeno per le questioni più semplici e pratiche della vita di tutti i giorni è bene attenersi come minimo alla classificazione del Whittaker (1969) che da circa mezzo secolo ci indica la strada corretta, anche scientificamente, nel considerare:

“i funghi superiori (macromiceti) come appartenenti al Regno dei Funghi “
e
“i vegetali appartenenti al Regno delle Piante”

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