a cura di Carmine Siniscalco

… segue da parte trentottesima sulla contraddizione fra la corretta informazione micologica e il consumo di prodotti fungini commerciali che possono avere ripercussioni sulla salute pubblica.

Parte trentanovesima

Nella parte trentottesima di questa rubrica è proseguita la disamina di alcuni aspetti interessanti riferibili alla “Micoterapia”. In particolare è continuata l’analisi di quei principi attivi e particelle scoperte nei macromiceti di cui se ne conoscono con certezza le funzioni. La maggior parte di queste molecole vanno generalmente sotto il nome di “tossine fungine” e ne continuiamo la trattazione attingendo come sempre dalla letteratura di riferimento.

Segue sui principi attivi e le particelle scoperte nei macromiceti:
• …“Le Amatossine o Amanitine: sono delle tossine costituite da vari polipeptidi biciclici contenuti in diverse specie di funghi “macromiceti”…”…

Genere Lepiota*: Lepiota brunneoincarnata Chodat & C. Martín, Lepiota brunneolilacea Bon & Boiffard, Lepiota helveola Bres., Lepiota pseudohelveola Kühner ex Hora (Sinonimo: Lepiota pseudolilacea Huijsman), Lepiota fuscovinacea F.H. Møller & J.E. Lange, Lepiota lilacea Bres., Lepiota subincarnata J.E. Lange (= Lepiota josserandii Bon & Boiffard), Lepiota castanea Quél., Lepiota clypeolarioides Rea, Lepiota citrophylla (Berk. & Broome) Sacc., Lepiota rufescens Morgan, Lepiota heimii (Locq. ex Bon) Contu (Sinonimo: Macrolepiota excoriata (Schaeff.) Wasser).

*Vanno prudentemente considerate velenose tutte le altre specie di Lepiota di piccola taglia anche se non ci sono dati in letteratura che lo confermino.
Lepiota brunneoincarnata

Lepiota brunneoincarnata Chodat & C. Martín (Foto: G. L. Parrettini- © -Archivio GMEM-AMB).

Su due casi recenti di intossicazione avvenuti in Calabria:
nel mese di ottobre del 2014 in Calabria si sono verificati due distinti episodi di avvelenamento da Amatossine o Amanitine presenti in funghi del Genere Lepiota raccolti e consumati in ambito familiare:
Il primo si è verificato in provincia di Reggio Calabria con tre persone coinvolte. I funghi consumati: Lepiota di piccola taglia erano state scambiate per “mazze di tamburo” [Macrolepiota procera (Scop.) Singer] “specie” buona commestibile qui sotto illustrata:

Macrolepiota procera

Macrolepiota procera (Scop.) Singer (Foto: G. L. Parrettini- © -Archivio GMEM-AMB).

Il secondo si è verificato in provincia di Cosenza con quattro persone coinvolte. I funghi consumati: Lepiota di piccola taglia [in questo caso i familiari hanno condotto i micologi calabresi (dott. Ing. Carmine Lavorato e dott. Ernesto Marra) nel posto di raccolta dei funghi incriminati ed è stato possibile fotografarli e riconoscerne poi la specie tramite i caratteri morfologici e microscopici] erano state scambiate per “prataioli” (Agaricus campestris L.) “specie” buona commestibile sotto illustrata:
In questo secondo gravissimo episodio una delle persone coinvolte è deceduta mentre per una giovane donna si è reso necessario il trapianto di fegato.

Agaricus campestris

Agaricus campestris L. (Foto: G. L. Parrettini- © -Archivio GMEM-AMB).

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Qual'è la situazione attuale? Abbiamo ancora tempo per invertire la rotta? Come possiamo evitare di finire in un mare di plastica? Se filtrassimo tutte le acque salate del mondo, scopriremmo che ogni chilometro quadrato di esse contiene circa 46.000 micro particelle di plastica in sospensione! Numeri impressionanti di un fenomeno che non è circoscritto alle cinque "isole di plastica" in continuo accrescimento negli Oceani, ma tocca anche il nostro Mar Mediterraneo.

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  • giuseppe conserva 5 novembre 2016 at 17:08

    nell’elenco delle Lepiote tossiche compare Macrolepiota excoriata, finora ritenuta commestibile?

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