di Carmine Siniscalco
Referente Nazionale per la Micotossicologia dell’Associazione Micologica Bresadola (AMB)

(prima parte – seconda parte – terza parte)

Quarta parte

Boletus sezione Edules Fr.
Nomi volgari: porcino, bolè, fons frer, fonghe, brisa, cuzzàla, moreccio, purcino, donzella, nocchio, monete, sille, vavusu, lardito, cardulino gragu, ecc.
Caratteristiche principali: si tratta di quattro “specie” di funghi appartenenti al “Genere” Boletus L., “Sezione” Edules Fr. ben distinte tra di loro che vengono sinonimizzate sia a livello popolare (“porcini”) sia a livello legislativo in un unico “gruppo” (“Boletus edulis gruppo”).
Nonostante l’usueto collocamento in un’unica categoria le quattro specie di boleti conservano la loro identità sia scientificamente (tassonomicamente) sia legalmente, infatti esse sono citate separatamente anche nel DPR 376/95 all’art. 4, comma 1, allegato 1:
Boletus edulis Bull., Boletus pinophilus Pilát & Dermek [sinonimo Boletus pinicola (Vittad.) A. Venturi], Boletus aereus Bull., Boletus reticulatus Schaeff. [sinonimo Boletus aestivalis (Paulet) Fr.]. Le caratteristiche comuni delle quattro specie di “porcini” sono:
– carne bianca immutabile;
– sapore della carne dolce;
– pori e tubuli inizialmente bianchi con colorazioni successive che vanno dalle tonalità di giallo a quelle del verde.

Boletus edulis Bull. , è la specie più conosciuta della sezione Edules ed anche in generale il “fungo” più conosciuto, raccolto e commercializzato dall’antichità. Dal punto di vista legislativo è stata eletta come specie rappresentativa del “gruppo” e quindi della sezione Edules Fr. commercializzata.

Porcino

Boletus edulis Bull. (Foto: Ch. Siniscalco-Archivio GMEM-AMB)

Boletus edulis ha una cuticola del cappello vischiosa a tempo umido oppure opaca ed asciutta per tempo secco (diventa vischiosa se inumidita). La carne sotto la cuticola non è bianca ma ne conserva le stesse tonalità. Le colorazioni del cappello vanno dal castano al nocciola variando dalle tonalità più chiare a quelle più scure. Il margine del cappello presenta nei soggetti giovani un alone più chiaro che diventa sempre meno percettibile mano a mano che il basidioma diventa adulto e maturo. L’imenoforo inizialmente bianco diventa prima giallognolo poi verdastro in vecchiaia. Esso è facilmente separabile dalla carne bianca immutabile del cappello. Il gambo è bianco e solo in vecchiaia può assumere delle tonalità leggermente più scure (fino a bruno).

Boletus pinophilus Pilát & Dermek,si distingue bene da Boletus edulis per le tonalità fulvo rossastre del cappello fino all’orlo. Anche in questa specie la carne sottostante la cuticola ne conserva le stesse tonalità di colore. L’imenoforo è costituito da tubuli biancastri in giovane età che diventano poi verdastri e bruni in vecchiaia. Il gambo è di colore crema-ocra fino a bruno-fulvo a maturazione. Questa specie ha un aspetto massiccio e può raggiungere grandi dimensioni.

Boletus pinophilus

Boletus pinophilus Pilát & Dermek (Foto: Ch. Siniscalco-Archivio GMEM-AMB)

 

Articoli correlati

In questi giorni di “clausura forzata” planetaria, si discute su come ridurre drasticamente l’uso dei combustibili fossili, rei di aver creato danni irreparabile all’ambiente naturale. Si pensa in grande e in piccolo, ma la soluzione più realistica resta quella grande, come già teorizzato da illustri tecnici ed esperti di tutti i continenti, cominciano a spuntare i primi esempi...

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.